Tasse: i veri tartassati sono i contribuenti che dichiarano tra 55 mila e 75 mila euro lordi annui di reddito. Come quelli tra 55 e 75 mila euro? Saranno lordi ma sono tre volte i mille e passa euro al mese che vengono in tasca a chi lavora ai livelli bassi ma non inconsueti di retribuzione. E sono, i soldi in tasca a fine mese a quelli tra 55 e 75 mila l’anno, il doppio di uno stipendio medio che sta un po’ sopra i 1.500 netti. Come si fa a dire che i tartassati sono loro, e la povera gente? I poveri poveri le tasse non le pagano: un milione di contribuenti non paga un euro di tasse perché colloca il suo reddito annuale intorno allo zero.

I poveri intesi come italiani, lavoratori e contribuenti a basso reddito, cioè con reddito fino a 15 mila euro lordi annui, sono niente meno che 17,6 milioni. O almeno così risultano da dichiarazione dei redditi. Questi 17,6 milioni di contribuenti (poco meno della metà del totale) paga di tasse il 5,4 per cento del suo reddito. E il 5,4 per cento non si può certo definire un tartassare. Poi ci sono quelli non certo agiati, che faticano fine mese ma a fine mese ci arrivano, quelli tra 15 mila e 28 mila euro annui lordi di reddito. Pagano in media di tasse il 14,8 per cento del loro reddito. Quanti sono? Tredici milioni e mezzo. Dunque, i contribuenti sono in totale 41 milioni e duecentomila. Più di trentadue milioni di loro pagano di tasse non più del 15 per cento del reddito e se vogliamo azzardare media tra quelli che pagano il 5,4 e quelli che pagano il 14,8, allora la media è del 10 per cento del loro reddito di tasse per per 32 milioni di italiani.

E gli altri nove milioni di contribuenti? Qui la tassa comincia a ingrossare, ingrassare: è del 22,2 per cento in media del reddito per i sette milioni di contribuenti ilo cui reddito lordo annuo è tra i 28 mila e i 55 mila euro. Quasi un quarto, 22,5 per cento è quasi un quarto del reddito che se ne va in tasse. Ma i peggio trattati, i più tartassati dal fisco sono i poco meno di novecentomila contribuenti che dichiarano reddito tra 55 mila e 75 mila euro lordi annui: per loro la tassazione media è il 29,6 per cento del reddito. Praticamente un euro in tasse ogni tre guadagnato. Stiamo parlando di gente a stipendio o reddito che va da circa tremila fino quattromila euro netti al mese. Non poveri ma certo non abbienti, non da reddito da lavoro almeno. Sopra i 75 mila euro di reddito lordo dichiarato in Italia solo altri 900 mila, per loro tassazione media il 35,9 per cento del reddito percepito.

In rapporto al reddito netto più tasse in assoluto ovviamente, ma meno tasse relativamente al tenore di vita plausibile dai quattromila euro netti mensili in poi. Per chi poi volesse sapere qual è dunque la tassazione media per i 41 milioni di contribuenti, eccola: 19,6 per cento del reddito. Non poco ma neanche l’enormità dietro la quale tutti si riparano a lamento indistinto. Carte ufficiali alla mano le tasse in Italia sono soprattutto a carico di una minoranza di contribuenti, netta minoranza. La riprova? I 16 mila (16 mila!!!) miliardi di risparmio privato degli italiani (più di novemila ascrivibili al risparmio delle famiglie) tra immobili, conti correnti, investimenti finanziari di vario tipo. Se davvero tutti e sempre i contribuenti italiani fossero stati per decenni e decenni tartassati dalle tasse…non avrebbero avuto così tanto da risparmiare.

Alessandro Camilli

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