"Faremo del nostro meglio. Tutto sarà fatto nel rispetto delle regole". Senza apportare alcun elemento nuovo e con il solito burocratese, l’ambasciatore Piccato è intervenuto martedì sera alla Casa degli Italiani durante la seduta del Comites convocata per trattare il tema del momento, il caso del consolato di Montevideo, recentemente oggetto anche di un’interrogazione parlamentare dopo le numerose denunce.

Dopo una lunga introduzione sui numeri delle pratiche consolari e le ultime iniziative portate avanti dall’Ambasciata, Piccato ha fornito alcune informazioni sui due programmi che riguardano il consolato, tanto l’affitto di una sede temporanea come il progetto della costruzione di un immobile all’interno della stessa Ambasciata. Soluzione parziale e di emergenza nel primo caso, definitiva nel secondo sempre volendo essere ottimisti.

"Io ero contro la scelta dell’affitto di un locale" ha rivelato Piccato in uno dei pochi momenti di apparente sincerità. "L’ho scritto al Ministero diverse volte. Ero contrario a patto che non venissero toccati i servizi più importanti come cittadinanza e passaporto perché avrebbero potuto danneggiare la produzione".

La sede, situata a 350metri dall’Ambasciata, consentirà - secondo le intenzioni - di intervenire subito sul problema del sovraffollamento della sala d’attesa in cui oggi versa la cancelleria consolare. In base a quanto già anteriormente affermato, in questo locale affittato lavoreranno due persone da assumere e servirà esclusivamente per dare informazioni al pubblico oltre che per la ricezione dei documenti di stato civile e dell’anagrafe. In questo modo "è previsto un risparmio del 40% sul totale di persone che si recano quotidianamente al consolato" che tradotto in numeri vuol dire una cifra tra le 20 e 30 persone.

Riunione a Casa degli Italiani

"Dieci giorni fa abbiamo firmato il contratto, adesso stiamo valutando alcune piccole opere necessarie per l’allestimento. Stiamo aspettando inoltre l’arrivo degli strumenti e l’assunzione di due contrattisti che sono stati già autorizzati. Ci vorrà un po’ di tempo, probabilmente 3 settimane. Quando sarà tutto pronto partiremo. Prevedo che questo locale verrà utilizzato durante uno o due anni in attesa della costruzione". Anche su quest’ultimo punto poche le informazioni concrete al riguardo: "Attualmente siamo in una fase di preparazione" ha esordito l’ambasciatore aggiungendo poco altro limitandosi a restare sempre nel vago. "Sarà una struttura più adeguata per ricevere i cittadini. Non modificherà la quantità di lavoro svolto dato che i numerosi sono già alti. Migliorerà invece la qualità dell’atmosfera e farà sentire la comunità più a suo agio nel rapporto con le istituzioni".

"Tutti si lamentavano degli spazi" ha puntualizzato nell’unico momento di lieve nervosismo, "questa è già di per sé una realtà che giustifica l’investimento". Del progetto si conosce abbastanza poco come è stato riferito: "Si divide in due fasi che implicano due diverse procedure, il momento della progettazione e il momento esecutivo con la costruzione. Adesso stiamo facendo un’indagine di mercato volta a individuare alcuni possibili candidati da scegliere e abbiamo già avuto un primo contatto con possibili interessati. C’è già stato un primo progetto esaminato e autorizzato al Ministero, una base sul quale verrà realizzata poi l’opera dalla ditta vincitrice dell’appalto. Stimiamo che in un arco di tempo fra i 3 e i 5 mesi cominceranno i lavori. È interesse di chi lavora qui a cominciare dal sottoscritto che le cose vengano fatte bene e nel rispetto delle regole. Tutta la procedura avrà i suoi tempi tecnici e rispetterà la nostra stretta regolamentazione".

Ci sarà da aspettare ancora, dunque, per sapere qualcosa in più su questa vicenda. L’ambasciatore non è entrato nel merito dei costi previsti, né sulla gara d’appalto e le ditte interessate e neanche sulla sostanza del progetto. Alle poche domande rivolte ha preferito tergiversare. La seduta del Comites è proseguita con gli interventi di alcuni consiglieri tra cui le riflessioni moderate di Renato Palermo e le critiche pungenti di Filomena Narducci. "Il Comites non è stato mai coinvolto in questo progetto come invece veniva fatto in passato. Si ha la sensazione che questo investimento non migliorerà i servizi per la collettività, anzi l’affitto di una sede temporanea che è una vera follia avrà delle conseguenze negative" ha osservato la Narducci. Sottilmente è stato chiamato in causa durante la serata anche il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo e il suo partito il Maie (Movimento Associativo degli Italiani all’Estero), principale sponsor mediatico delle operazioni sul consolato di Montevideo.

"Fino ad ora non ci sono state informazioni ufficiali ma solo dichiarazioni del Maie. C’è una forte strumentalizzazione politica su questo tema" hanno denunciato diversi consiglieri. Da segnalare, dopo 2 anni di assenza, anche la presenza tra i membri del Comites del rappresentante uruguaiano del Maie Aldo Lamorte "scappato" subito dopo aver elogiato gli avanzi fatti e il lavoro dell’ambasciatore.

Matteo Forciniti

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