L'Ambasciata italiana a Montevideo

Dopo aver assistito alla riunione del COMITES nella quale le autorità italiane in Uruguay hanno cercato di spiegare come si porterà avanti il progetto MAIE di dare una sede "semiconsolare" a Montevideo, non si è capito se lo Stato Italiano considera più importante la comodità dei cittadini o l’agilità delle pratiche.

Sí, quella di ieri sera é forse stata una delle pagine più tristi della storia della comunità italiana in Uruguay quella che ha scritto l’Ambasciata d’Italia quando ha voluto spiegare il processo per il quale, secondo un progetto del Sottosegretatio del MAE Ricardo Merlo, si costruirà all’interno dell’attuale struttura una nuova sede consolare. Dopo un lungo discorso pieno di statistiche positive dovute alla propria gestione della Cancelleria Consolare, il massimo rappresentante della diplomazia italiana ha comunicato al COMITES cosa ha deciso di fare per quanto riguarda la nuova sede promessa da Merlo e l’affitto di un’altra palazzina a 300 metri dalla sede centrale.

Alcuni membri del Comitato hanno subito evidenziato il proprio scontento per non aver coinvolto il COMITES nelle decisioni prese. La più decisa opponente è stata Filomena Narducci, la più esperiente, assieme a Renato Palermo, mentre il rappresentante del MAIE, l’architetto Aldo Lamorte, riapparso dopo 2 anni d’assenza, ha difeso a spada tratta il progetto presentato dall’Ambasciatore e se n’è andato dal COMITES con lui. Narducci è stata la più dura: "Come può essere, Signor Ambasciatore che il COMITES sia informato adesso su un progetto già deciso dallo Stato Italiano, senza consultarci? Ma le pare giusto? E poi sappiamo benissimo che si tratta di un progetto politico di un Sottosegretario di Stato che non è venuto a Montevideo come tale ma come capo di un partito!....e lei lo sa Sr. Ambasciatore" ha detto Filomena.

Visibilmente contrariato anche l’unico rappresentante del CGIE per la comunità, Renato Palermo che ha insistito sul fatto che i connazionali hanno bisogno di una rappresentanza consolare che funzioni, non soltanto di un bel palazzo costruito dal MAIE, alludendo al progetto del Sottosegretario Ricardo Merlo. Ancora lo Stato italiano non ha comunicato quanto spenderà per il progetto (sicuramente varie centinaia di migliaia di Euro), senza considerare le spese d’affitto della palazzina decentralizzata, che già sono partite senza l’approvazione del COMITES. Alcune "infiltrazioni" parlano di un affitto di circa 2000 dollari al mese, più tutte le spese (ristrutturarla, comprare sedie e suppellettili, attrezzarla per il pubblico, dotarla di tutta la sicurezza possibile, e poi spese condominiali, luce, acqua, caffé ecc.).

Secondo il progetto nella palazzina a due piani e mezzo lavoreranno 2 funzionari locali che realizzeranno un minimo di accesso alle pratiche, informazioni consolari e turistiche (sic!). Il resto si farà tutto nell’attuale "sede disagiata" e poi nella nuova sede che, secondo il progetto, sarà pronta in tempi abbastanza brevi. Si crede che la nuova palazzina sarà costruita nello spazio oggi occupato da una bella piscina e campi da tennis molto utilizzati da alcuni nostri Capi Missione. Negli ultimi anni, grazie al lavoro della Capo Ufficio Consolare la Dressa.

Antonella Vallati, gli altri 3 funzionari di ruolo e i 16 restanti funzionari a contratto locale, i risultati nel settore rinnovo passaporti e cittadinanze sono stati moltiplicati per 3, anche se l’Ambasciatore non l’ha mai nominata. Il lavoro della responsabile dell’ufficio è stato sempre riconosciuto dal COMITES che, in ogni caso, ha biasimato con molta durezza la mancata comunicazione dello Stato Italiano al parlamentino locale su questo progetto che ha già avuto un’approvazione ufficiale ed ha forse anche il progettista pronto con la sua struttura per iniziare la costruzione.

Lo stesso Ambasciatore ha informato che da quasi un mese lo Stato Italiano ha preso in affitto una palazzina vicino all’Ambasciata. Anche su questo punto è stata durissima la Narducci che non è d’accordo sul fatto di "buttare soldi per un affitto mentre potrebbero essere meglio utilizzati con personale per la cittadinanza". Più di una volta, nel suo lungo discorso, l’Ambasciatore ha ricordato che non si potrà fare meglio sul versante del rinnovo passaporti (che è comunque migliorato moltissimo) e pratiche di cittadinanza.

Ci viene allora da domandare se, nel XXI secolo, con la tecnologia che risolve tutto ed è utilizzata da tutti i paesi del mondo, sará meglio avere più poltrone per una bella sala d’attesa o più personale per non aspettare 10 anni per una cittadinanza!!! Meglio una poltrona o una cittadinanza? Ambasciatore, sottosegretario Merlo, architetto Lamorte, rispondete…

STEFANO CASINI

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