L’istituto italiano di cultura di Praga ha ospitato per tre giorni la prima Conferenza multidisciplinare degli scienziati e studiosi italiani attivi in Repubblica Ceca. Incontri e dibattiti hanno animato i lavori che sono stati divisi in tre macroaree: biomedicina, fisiologia e biotecnologie; fisica, chimica e ingegneria ed infine scienze umane, economia e archeologia.

Si è trattato di “un’occasione di consolidamento delle relazioni bilaterali tra Italia e Repubblica Ceca, grazie soprattutto al prezioso contributo dei ricercatori italiani che elevano la scienza a strumento di promozione del nostro Paese sulla scena globale”, come ha sottolineato l’ambasciatore Francesco Saverio Nisio nella cerimonia inaugurale.

La necessità di mantenere alta la qualità della ricerca italiana all’estero, considerando l’importanza che la collaborazione scientifica riveste per le generazioni future, è stata ricordata da Luca Vannucci, direttore del Laboratorio di immunoterapia dell’Istituto di microbiologia dell’Accademia delle scienze della Repubblica Ceca, che ha coordinato i lavori.

Folta la presenza di accademici cechi dal vice rettore dell’università Carolina, Miroslav Barta, al vice rettore dell’università Masaryk, Petr Dvorak, dal membro dell’Accademia delle scienze della Repubblica Ceca, Martin Bilej al il direttore del settore Ricerca e sviluppo del ministero dell’Istruzione della Repubblica Ceca, Lukas Levak.

L’Iniziativa è stata organizzata dalla Società di immunologia ceca, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto italiano di cultura, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’apertura della rappresentanza italiana a Praga e dell’avvio delle relazioni diplomatiche.

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