(foto depositphotos)

Esistono piccoli borghi, paesi e frazioni pressocché sconosciuti al grande pubblico che possono essere scoperti e soprattutto valorizzati grazie ad una startup italo-tedesca. Amavido, cosi si chiama l’impresa, con il suo portale online, fa infatti, da intermediario tra i turisti e piccoli comuni italiani. Li promuove, li scopre e soprattutto li presenta ai visitatori che possono, grazie a questa idea, visitare luoghi che vantano tesori culturali e storici, bellezze artistiche e paesaggistiche, usanze e tradizioni gastronomiche. Un universo di castelli, monasteri, veri e propri musei a cielo aperto spesso abbandonati, che rischiano di scomparire perché non valorizzati. Il merito di aver avuto questa intuizione e’ tutto di Marie-Janet e Dominik Calzone due fratelli italo-tedeschi con la passione per l’Italia. I due sono di origini calabresi, ma vivono in Germania. Tornavano ogni estate in Italia, a Longobardi, un paesino di 2.200 abitanti in provincia di Cosenza. Ed è proprio viaggiando che hanno avuto l’idea, dopo essersi resi conto dell’enorme patrimonio naturalistico e storico non valorizzato. "Amavido.de – racconta Dominick- è la connessione di una moderna piattaforma online con la consulenza personale, insomma ha il carattere umano di un'agenzia di viaggi. Creiamo offerte di viaggio individuali e su misura per chi è interessato a viaggiare lontano dal turismo di massa. Organizziamo esperienze autentiche in aree inesplorate. E’questo il cuore della nostra azienda".

La bellezza italiana non è limitata solo nelle grandi città d’arte, ma anche nei borghi e nei piccoli paesi. Ed il turismo sostenibile promosso dalla piattaforma Amavido è la soluzione per preservare queste nostre ricchezze, per dare una seconda vita a quei piccoli centri e località che hanno tanto da offrire. E soprattutto per creare lavoro in aree a basso sviluppo economico. Grazie ad Amavido, infatti, nei piccoli borghi promossi nascono affittacamere, piccoli Airbnb e trattorie per ospitare i turisti. Ma non finisce qui. Non solo strutture ricettive ma corsi di cucina, riscoperta di mestieri antichi e tanto altro. Insomma tutto quanto e’legato alla vita di quel particolare borgo ritrova una sua utilita’ e diventa un esperienza per il turista di passaggio. Una risposta al profondo desiderio di autenticita’dei nostri giorni un modo efficace per non perdere il contatto con l’essenziale. "Noi di Amavido- continua Dominik Calzone- conosciamo il potenziale enorme di questi piccoli gioielli, un potenziale che aspetta solo di essere scoperto in queste aree. Luoghi tranquilli dove il tuLa piattaforma web inventata da due fratelli italo-tedeschi si propone come ponte di collegamento tra domanda e offerta. Da un lato soddisfa le richieste di chi desidera un’esperienza di viaggio unica, personalizzata, e, dall’altro, promuove un turismo sostenibile, che ha un impatto positivo su aree poco popolate e in via di abbandono, favorendone riscoperta e valorizzazione. In altre parole, "rende visibile, l’invisibile". rista puo’ ritrovare un ritmo più lento e uno stile di vita speciale. È proprio lì che vogliamo portare i viaggiatori, dare loro straordinari soggiorni e ispirazione per la loro vita quotidiana, e allo stesso tempo dare un piccolo contributo affinché queste preziose aree siano rivitalizzate e la loro interessante cultura e tradizione siano vissute e preservate. Ma come e’nata l'idea ai fratelli Calzone di fondare l'Amavido? Dominik, non ha esitazioni a riconoscere che l’ esperienza vissuta da ragazzo lo ha segnato e forse e’stato proprio il tempo trascorso nel villaggio di origine della sua famiglia a consolidare l’intuizione. "Mio padre – racconta- viene da un piccolo villaggio italiano in Calabria, Longobardi, e li abbiamo trascorso le nostre vacanze estive. L'atmosfera, lo stile di vita delle persone, i grandi pasti in famiglia, il mare e la natura - tutto era così ricco e diverso della vita, a cui eravamo abituati dall'ambiente urbano. Nonostante cio’, con il passare del tempo vedevamo crescere la disoccupazione e il conseguente abbandono delle abitazioni. Sembrava paradossale: da una parte, persone che desiderano esattamente questa atmosfera semplice e rurale, e dall'altra le persone che sono costrette a lasciare queste aree per mancanza di lavoro. È così che è nata Amavido. Oggi con la nostra startup abbiamo messo in contatto la domanda con l’offerta e i risultati sono eccellenti. Crediamo nella creazione di esperienze di viaggio uniche e straordinarie- continua il fondatore di Amavido" -rendendo visibile l'invisibile. Vogliamo trovare e attivare il potenziale inesplorato e non sfruttato in tutto il mondo, creando insieme un turismo migliore e più umano. Con Amavido supportiamo chi vive in piccoli villaggi e aree rurali in modo che il potenziale sia scoperto e attivato. Diamo loro l'opportunità di condividere e preservare l'unicità della loro cultura, dei loro luoghi e delle loro tradizioni. Vogliamo vedere il mondo che si avvicina costruendo un ponte tra i viaggiatori e queste persone e luoghi speciali e di valore". L’obiettivo di Calzone e del suo team e’ quello di creare una comunità globale che comprenda i viaggi e l'ospitalità in un modo nuovo. E, giura Calzone, il team italiano sta già lavorando con gli "ambasciatori" di Amavido in tutta Italia per trovare nuovi host e attività al fine di sviluppare nuove idee. Un esempio? Un negozio online dove i partner possono vendere i loro prodotti espressione della produzione locale. Dal vino all'olio d'oliva, al pesto o all'artigianato locale. La società per il momento si rivolge a due mercati, quello tedesco (per la domanda di turisti) e quello italiano (per l’offerta). Il Bel Paese è una delle mete europee preferite dei viaggiatori della Germania: il target di riferimento iniziale di Amavido sono quindi i 2,5 milioni di viaggiatori tedeschi individuali, a cui si cerca di offrire un percorso vacanziero attingendo a una rete ricettizia che potenzialmente è molto vasta, se si considera che in Italia ci sono più di 5 mila comuni con oltre 20 mila strutture e altre 20 mila attività associate. Ma in futuro si potrebbe rivolgere anche a viaggiatori provenienti da altri paesi, europei e non. Un progetto ambizioso che ha bisogno di capitali da investire in tecnologia e comunicazione. La valutazione pre-money di Amavido è di 2.952.730 euro e dal 2015 ad oggi la società ha raccolto un capitale complessivo di 550 mila euro, che comprende fondi pubblici a fondo perduto, investimenti privati e prestiti agevolati. Monetizza il servizio attraverso l’applicazione di una commissione del 10 per cento agli host e un’altra del 10 per cento ai viaggiatori per ogni prenotazione effettuata.

Anche se il mercato è dominato da big player come Booking.com e Airbnb, prova a ritagliarsi una sua fetta puntando su offerte diverse, servizi di consulenza personalizzate e rivolgendosi a un target più specifico. E si impegna a investire in risorse umane e marketing per mantenere una crescita costante una volta raggiunto il Break Even Point (punto di pareggio) previsto nel terzo trimestre del 2020. Un turismo piu’equo e soprattutto sotenibile.

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