Siena celebra il grande fotografo giapponese Nobuyoshi Araki con una selezione di 2200 opere che ripercorrono la sua lunga carriera artistica. Una produzione sterminata, complessa e articolata, che va ben oltre le immagini di bondage che l’hanno reso celebre in tutto il mondo.

Sono molte le serie che vengono presentate per la prima volta in Italia nella mostra dal titolo "Effetto Araki" che, dal 21 giugno al 30 settembre 2019, viene ospitata presso il Santa Maria della Scala a Siena, tra queste Anniversary of Hokusai’s Death e Gloves  e la raccolta Araki’s Paradise  - fotografie che Araki scatta utilizzando la sua casa come un palcoscenico, realizzate appositamente per Siena.

Nel percorso espositivo anche il racconto per immagini degli anni '60, dal titolo Satchin and his brother Mabo, dedicato a due ragazzini vicini di casa di Araki, o ancora Subway of Love, fotografie scattate nella metropolitana di Tokyo a cavallo degli anni settanta. Ci sono poi i ritratti classici di eleganti di donne e uomini giapponesi e le composizioni intitolate Araki’s Lovers degli anni ottanta e novanta. Immancabile la selezione di bondagee le immagini appartenenti a Tokyo Diary del decennio 2000-2010, diario fotografico che Araki aggiorna quotidianamente dal 1980.

Presente anche l’omaggio al grande pittore e incisore giapponese Katsushika Hokusai, dal titolo Anniversary of Hokusai’s Death.Particolarmente emozionante anche il lavoro Sentimental night in Kyoto, così come le fotorealizzate in occasione dei 60 anni dalla fine della guerra, The 60th year after the End of the War, e una ventina di dittici dalla serie Tokyo Nude, architetture simboliche della capitale giapponese accostate a nudi femminili.

Il quotidiano vivere dell’artista a Tokyo è narrato attraverso le due serie Tokyo Summer Story e Tokyo Autumn, brillante e luminosa la prima, melanconica e intima la seconda, velata di luce crepuscolare.

Vanno ad arricchire l’esposizione un video che presenta Araki mentre seleziona le opere della mostra insieme al curatore Filippo Maggia e un libro catalogo, edito da Skira, con una selezione di 300 opere fra quelle in mostra.

Mattia Carlin, stratega Policy Advisor della Fondazione Italia Giappone fondata da Umberto Agnelli con sede alla Farnesina, si congratula: "A breve visiterò la Mostra".

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