(foto depositphotos)

Non solo pasta. Finalmente. In barba ai luoghi comuni che vedono italiani ancora ritratti ad abbuffarsi di spaghetti pane e pizza arrivano forti e numerosi i messaggi che indicano un reale cambiamento nelle scelte alimentari dei nostri connazionali. Nulla contro pasta e pizza, per carita’ma e’bene cambiare e conoscere nuovi piatti. Ed aprirsi a nuove culture senza sentirsi in colpa. E questo, diciamocelo, gli italiani lo hanno capito. Basta guardare i dati sorprendentemente positivi che sfornano aziende come Uber Eats o Deliveroo. Le stelle della consegna a domicilio, infatti, non offrono solo pizza e hamburger ma sushi, involtini primavera, riso alla cantonese, ramen e wok. Dato prevedibile in un certo senso se si osserva la tendenza degli italiani a viaggiare e le destinazioni piu’ popolari tra i viaggiatori nostrani. Insomma non solo pasta. In Italia c’e’tanta voglia di estero e cucine esotiche. Questo concetto l’ha intuito da tempo la giovane Giada Zhang italiana di origini cinesi che guida la Mulan Group, azienda italiana che e’entrata nella grande distribuzione organizzata con specialità orientali ready to eat. Giada gia’da giovanissima aveva portato la cucina cinese nelle case di tanti italiani. La sua societa’, la Mulan group con sede a Cremona e’specializzata nella produzione e distribuzione di piatti pronti orientali realizzati con ingredienti italiani. Una storia di successo la sua e anche di riscatto. Lei e’nata in Italia da genitori cinesi ed ha vissuto l’infanzia tra le mura del ristorante di famiglia. Fin da piccola, ha dovuto lottare e convivere con i sacrifici e il duro lavoro dei genitori. "Che – racconta commossa- sono nati in città povere della Cina negli anni sessanta, ma sognavano un futuro diverso, migliore. Così si sono trasferiti in Italia, dove hanno aperto un ristorante". "All’inizio – continua- è stato tutto molto complicato: non conoscevano la lingua né la cultura del nostro paese, relazionarsi con clienti e fornitori spesso era un’impresa. "Io stavo con loro tutto il giorno, tenevano aperto il locale fino a mezzanotte, l’una. E così finiva che mi addormentavo Non solo pasta. In Italia c’e’tanta voglia di estero e cucine esotiche. Questo concetto l’ha intuito da tempo la giovane Giada Zhang italiana di origini cinesi che guida la Mulan Group, azienda italiana con sede a Cremona, che e’entrata nella grande distribuzione organizzata con specialità orientali ready to eat. Giada gia’da giovanissima aveva portato la cucina cinese nelle case di tanti italiani. La sua societa’ infatti, e’specializzata nella produzione e distribuzione di piatti pronti orientali realizzati con ingredienti italiani. Una storia di successo la sua e anche di riscatto. Nata in Italia da genitori cinesi Giada, ha vissuto l’infanzia tra le mura del ristorante di famiglia con difficolta’di integrazione. Una storia di emigrazione, la loro di successo e riscatto. Oggi l’azienda della famiglia Zhang fattura miliardi, e’la prima in Italia per la distribuzione di piatti pronti orientali e si prepara a sbarcare in Europa mettendo delle sedie una accanto all’altra, in una stanza sul retro". Vita di immigrati, dura e complessa. Dove le barriere sono s o p r a t t u t t o linguistiche. Giada cresce cosi, e quando può aiuta il padre Zhang Ge nel ristorante di famiglia, mentre frequenta elementari e medie. Anche i tempi della scuola sono stati anni duri, racconta la giovane imprenditrice- la sua pronuncia era presa di mira dai compagni: "Facevo fatica perché non conoscevo bene la lingua: a volte non capivo bene nemmeno la consegna dei compiti. I miei genitori non potevano aiutarmi. Ricordo che decisi di risolvere il problema andando a comprare un dizionario, ogni giorno imparavo nuovi vocaboli e mi sentivo sempre più sicura". In quarta elementare poi è passata al registratore: "I miei compagni di classe si preparavano all’interrogazione ripetendo la lezione ai genitori. Io lo facevo a un microfono e poi riascoltavo la mia voce". La giovane pero’non si perde d’animo e nonostante le difficolta vince tutte le sfide scolastiche fino a raggiungere la laurea con il massimo di voti in International Economics and Management all’Università Bocconi di Milano. Forte della convinzione della necessita’di un esperienza all’estero, Giada lascia l’Italia e si trasferisce prima a Shanghai e poi a Londra, per fare alcuni stage in banche di investimento. Proprio durante queste esperienze, Giada si rende conto che le barriere linguistiche e culturali non sono gli unici ostacoli alla realizzazione personale e professionale. La disparità di genere nel mondo della finanza le è stata chiara fin da subito: "Durante un mio stage in una banca di investimento a Londra ho notato che ero una delle poche donne. Questo mi ha stupito molto e dialogando con i responsabili delle risorse umane ho scoperto che, da una parte, ciò era dovuto ad un retaggio culturale ma, dall’altra, alle università che non incentivavano abbastanza le ragazze a iscriversi a questi tirocini". Così quando torna in Italia, Giada decide di impe gnarsi socialmente anche su questo fronte. Infatti, se a 15 anni ha aiutato i coetanei cinesi con difficoltà linguistiche ad apprendere meglio la lingua italiana; pochi anni fa ha creato insieme ad altre studentesse della Bocconi l’associazione Woman in Finance con l’obiettivo di promuovere e potenziare il valore e l’esperienza professionale di ogni donna nell’economia e nel business, riducendo il divario di genere e le differenze culturali. "La nostra no profit oggi conta oltre 200 ragazze (il 30 per cento straniere). Facciamo soprattutto workshop e mentoring per aiutare le studentesse nel loro percorso professionale. In altre parole, le donne che già lavorano nella finanza fanno da mentor (tutor) a quelle più giovani, appena entrate all’università". Impegnata dunque anche sul fronte dell’integrazione e della facilitazione all’ingresso femminile nel mondo dell’impresa, Giada non dimentica la passione di famiglia. La cucina orientale. E proprio dal piccolo ristorante cinese dei genitori ha l’intuizione di creare un centro di produzione e distribuzione proprio dei cibi orientali piu’ richiesti. "Gli affari procedevano bene e, di fronte all'impennata della domanda, ci siamo detti che forse era arrivato il momento di portare le specialità cinesi sugli scaffali dei supermercati italiani", ricorda Zhang. Detto fatto. Il resto e’una storia di successo. La giovane imprenditrice infatti ha riscosso un enorme successo con la sua Mulan Group e oggi guarda non solo all’Italia ma all’Europa. La sua nuova impresa infatti, è quella di ampliare la società di famiglia: "Guido l’azienda fondata dai miei genitori, che oggi conta oltre 20 dipendenti- dichiara-. Distribuiamo ravioli, riso cantonese, involtini primavera e spaghetti di soia in 15 regioni diverse in Italia. Abbiamo anche investito in un nuovo stabilimento di 4.000mq. L’obiettivo futuro è penetrare nei territori dove siamo meno conosciuti, soprattutto al sud e poi varcare i confini nazionali per arrivare su altri mercati in Europa". L'impennata dell’azienda non ha modificato le caratteristiche della produzione, che è rimasta artigianale. Solo i sistemi di confezionamento sono stati automatizzati con le tecnologie maggiormente all'avanguardia. Per superare il severo esame dei consumatori italiani, nella patria mondiale del cibo, "abbiamo puntato sulla qualità – spiega Zhang – e sulla freschezza dei prodotti, garantita per dieci giorni. Partendo da un concetto: sono sempre di più gli italiani per i quali la cucina cinese rappresenta una valida alternativa alla pasta o alla pizza". Oggi Mulan Group è presente in quindici regioni sugli scaffali delle più importanti catene della Gdo: dal Nord si è estesa al Centro Italia. Agli involtini primavera e al riso alla cantonese, primo test, ha aggiunto spaghetti di soia e di riso, ravioli al vapore, gamberetti in salsa piccante. E, per gli appassionati di cultura e tradizioni orientali, altri piatti come il pollo con le mandorle e il bambù. Quasi tutto è prodotto con ingredienti italiani. Solo bambù e salsa di soia, ancora difficilmente reperibili in Italia, vengono importati. Dalla Cina, prima di tutto, poi dall'Olanda e dal Belgio. Il successo è arrivato senza troppe difficoltà. Tanto che, dopo aver inaugurato una nuova fabbrica di 4mila metri quadrati, l'azienda si prepara a coprire tutto il Paese (e a esportare) con una nuova linea produttiva, quella dei surgelati. "Una svolta nata da una precisa richiesta dei consumatori e che ora ci permette di espanderci su tutto il territorio nazionale e a livello europeo – dice Zhang -. In Italia, con i prodotti surgelati, vogliamo soddisfare anche la domanda che arriva dalle regioni del Sud. Mentre in Europa scommettiamo, in questa prima fase, sui Germania, Francia e Spagna. Poi sarà la volta dei Paesi nordici". Passione e determinazione e tanta voglia di fare bene. Ma quali sono i piatti preferiti dagli italiani? "L'involtino primavera è un intramontabile – conclude sorridendo Giada -. ma vanno forte anche i ravioli al vapore". Successo tutto italiano, nato da un piccolo ristorante cinese, quello aperto nel 1999 dai genitori di Giada

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