Il carcere centrale di Montevideo.

Dove non è arrivata la politica con la sua solita lentezza è arrivato invece un calabrese di 52 anni membro della 'ndrangheta e dedito al traffico internazionale di droga. Con la sua fuga spettacolare di un mese e mezzo fa, Rocco Morabito è riuscito infatti a far chiudere l’ex Cárcel Central  di Montevideo, il cui destino era segnato già da tempo.
Dei quattro evasi misteriosamente nella  notte del 23 giugno, oggi solo colui che era stato ribattezzato il "re della cocaina" di Milano rimane tuttora latitante.
Questa antica prigione situata nel pieno centro di Montevideo fu usata durante la dittatura dove venne rinchiuso tra gli altri lo storico fondatore del Frente Amplio e leader spirituale della sinistra Líber Seregni, figlio di un anarchico lombardo: entrò il 9 luglio del 1973 e venne liberato il 19 marzo del 1984.
Nel 2006, per via del sovraffollamento nelle carceri del paese, un decreto presidenziale stabiliva che il centro servisse solo per ospitare temporaneamente detenuti in arresto in attesa di estradizione come era proprio il caso di Morabito.
Come ha informato il Ministero degli Interni, nella giornata di lunedì si sono concretate le ultime operazioni che hanno visto il trasferimento dei 105 detenuti presso la Unidad de Internación N°1 del carcere di Punta de Rieles in un nuovo padiglione. In base alle norme stabilite, la permanenza dei reclusi in questo nuovo centro sarà solo temporanea e potrà durare al massimo 72 ore in attesa del trasferimento presso una nuova struttura.

Matteo Forciniti

 

 

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