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Estimado Pier Felice degli Uberti,

Mi nombre es Nicolás Gallo Martínez, tengo 39 años y soy de Paysandú, Uruguay. He llegado a ud. con gran ilusión a través del semanario Gente d'Italia como puede ver mas abajo. A pesar de que ya tengo mi pasaporte Italiano por lado Materno (apellido Odini), me interesa mucho conocer sobre mi apellido paterno. Gallo. Le agradezco si me puede ayudar a encontrar a mis antepasados que según el único certificado que tengo (la partida de defunción de Franceso Gallo), indica que Francesco Gallo Doncella (es el que vino a Uruguay), fue hijo de Sebastiano Gallo y Catalina Doncella y que nació entre los años 1847 a 1850 en Final Marina, provincia de Génova (según pude investigar es hoy Finale Ligure en Savona) Espero que me pueda ayudar en mi búsqueda o al meno vincularme con alguna persona o institución que me pueda asistir. La segunda parte de este pedido es si me puede enviar la información del origen y la historia del apellido Gallo, como he visto que publica regularmente en el semanario. Le quedaré muy agradecido por su ayuda y le envío un fuerte abrazo. Cordiales saludos,

Nicolás Gallo

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Caro Nicola,

ho controllato sul sito Antenati http://dl.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+- di+Savona/Stato+civile+italiano/Finale+Marina/ quanto risulta di Finale Marina (dal 1927 dalla fusione dei tre preesistenti comuni di Finalborgo, Finale Marina e Finale Pia nel comune di Finale Ligure, dal 2007 città). Purtroppo fra gli atti dell’Archivio di Stato di Savona non ci sono gli atti della Restaurazione (periodo in cui è possibile sia nato Francesco Gallo Doncella), atti che potrebbero trovarsi nell’Archivio di Stato di Genova (in quanto non esisteva l’Archivio di Stato di Savona). Si tratta di una ricerca di grande pazienza per il tempo che necessita trovare gli atti di stato civile.

In ogni modo una scorciatoia potrebbe essere quella di scrivere alla Collegiata di San Giovanni Battista, un edificio religioso sito in Via Gian Lorenzo Bernini, 2, 17024 Finale, in provincia di Savona. La chiesa è sede della comunità parrocchiale omonima del vicariato di Finale Ligure-Noli della diocesi di Savona-Noli, qui può chiedere di vedere se fra gli atti di battesimo dal 1845 al 1850 si trova quello di Francesco figlio di Sebastiano e Caterina Doncella. Tenterei pure di vedere fra gli atti di morte dell’Archivio di Stato di Savona dal 1866 se si trova l’atto di morte di Sebastiano e quello di Caterina Doncella, così può risalire più in su nella genealogia di qualche generazione http://dl.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+- di+Savona/Stato+civile+italiano/Finale+Marina/Morti/

Per quanto riguarda le informazioni sul suo cognome, ci sono circa 13000 Gallo in Italia divisi nelle seguenti regioni: 2598 Campania, 250 Emilia-Romagna, 2330 Piemonte, 170 Friuli Venezia Giulia, 1370 Calabria, 162 Basilicata, 1142 Sicilia, 107 Molise, 1125 Veneto, 88 Abruzzo, 1119 Lombardia, 70 Trentino Alto Adige, 753 Puglia, 56 Marche, 723 Lazio, 55 Sardegna, 431 Liguria, 37 Umbria, 280 Toscana, 35 Valle d’Aosta. Gallo è diffusissimo in tutt’Italia, questo cognome ha diversa origine, come base comune il nome medioevale Gallo, (già nell’VIII secolo si ha un documento su Gallus) con due valori semantici diversi, uno come soprannome scherzoso e polemico in senso di "pollo" affibbiato a qualcuno per la sua ingenuità, oppure per una sua certa ostentazione di superiorità tipica del "re" del pollaio, non è però da escludere che in alcuni casi l’origine sia legata alla professione di allevatore di pollame. L’altro ceppo importante nasce dal termine in senso etnico come abitante oriundo della Gallia, altri, ma più rari, da toponimi quali: Gallo (FE) – (CE), Gallo Bolognese (BO), Gallo di Grinzane (CN), Gallo di Petriano (PS), Gallo di Tagliacozzo (AQ) ecc. ecc. Etimologicamente, il latino Gallus almeno inizialmente sembra non avere nulla a che fare con l’animale omonimo in quanto pare derivi da un etnomino di origine celtica, l’irlandese antico "Ghoidel".

Alcuni studiosi che non concordano su questa tesi hanno proposto una derivazione dal germanico occidentale "walkhoz" (o wahl, walh), nel significato di "straniero", e per esteso "barbaro". Infatti i Romani chiamavano Galli sia popoli celtici che di altra nazionalità appunto in quanto la voce gallo era per loro sinonimo di barbaro, cioè tutti quei popoli che privi di un vero linguaggio, per i romani balbettavano. Solo più tardi è avvenuta l’associazione ed il collegamento con la voce latina "gallus" e la radice indo-europea "gar-gal" (gridare) che sottende moltissime altre voci europee che richiamano tutte il medesimo significato di "chiamare, parlare, gracchiare". Molti studiosi vedono però la radice "gal" nella lingua anglosassone con l’altro significato di baldanza, allegrezza così come l’antico tedesco "gail" ed il medievale "geile".

Altri studiosi sono più propensi ad una derivazione dalla radice indoeuropea "Khar-kal" (risuonare) da cui il "kalas" (sonoro) e l’antico scandinavo "kalla" da cui l’attuale inglese "to call" (chiamare). Alcuni vedono la possibilità di un legame con l’antico verbo gotico "hanan", antico tedesco "hano" da cui il latino "cano-canere" (cantare) e le voci "henna" (gallina) ed "hun" (pollo), ma la maggior parte degli esperti ritiene più probabile il percorso inverso cioè che le varie voci "hen, huhn, hoen ecc. ecc." derivino appunto dal latino "cano" (cantare). Il termine è stato solo successivamente associato al latino "gallus", ampliato poi nelle forme Gallius, Gallianus.

La forma Gallieno potrebbe riflettere con tradizione tarda il quarto nome latino Gallienus, proprio dell’imperatore Publio Licinio Egnazio, che combatté a lungo in Gallia. Il gallo rappresenta il guerriero prode, vigile e pronto alle armi e, come tale, è solitamente definito dall’attributo ardito. Simboleggia anche la vigilanza, l’ardire, la vittoria e la salute. Il gallo fu consacrato a Marte, dio della guerra, proprio per la sua natura bellicosa. Fra le famiglie storiche troviamo un’antica e nobile famiglia osimana, oriunda però di Carpi, che riconosce come suo capostipite un Antonio. Quando nel sec. XV Carpi passò agli Estensi, la famiglia si divise in due: Domenico restò a Carpi e lì seguitò la famiglia; mentre Antonio (suddetto) riparò in Osimo dove ben presto ottenne di essere aggregato alla Nobiltà osimana; più tardi la famiglia fu pure aggregata alla Nobiltà di Camerino, Ancona e Roma.

Molti ed importanti privilegi furono ad essa concessi dai Sommi Pontefici. Paolo III, con Breve del 1537, concesse di riedificare il diroccato castello di Montegallo, dandolo con piena giurisdizione di mero e misto imperio, senza nessuna dipendenza dal comune di Osimo, anzi con l'altro privilegio che la famiglia dipendesse direttamente dalla Santa Sede. Benedetto XIV elevò a Contea la tenuta di Montegallo.

Pier Felice degli Uberti, Presidente Istituto Araldico Genealogico Italiano

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