L’estate dei rincari. La stangata in atto e quella in arrivo. Maxi aumenti sulle spiagge e sulle bollette elettriche. I prezzi dei libri scolastici schizzano alle stelle. Costi dei cellulari prossimi ad impazzire, tariffe raddoppiate per le chiamate. Rincari di due o tre euro al mese sui piani tariffari di Tim, Vodafone, Wind. Robustissima la stangata, a fronte di due zuccherini.

Il primo per gli urgenti dei telefonini, in cadeau peloso l’aumento dei Giga inclusi, da 19 a 48,87. Semplicemente temporaneo l’altro zuccherino, cali a tempo per benzina e gasolio. L’inflazione a luglio è stata ferma all’1,4%. Intanto, rincari a raffica per molti clienti della telefonia mobile. Ma non tutti se ne sono accorti, maledetti distratti, comunque fatti loro. Nelle passate settimane, mentre quasi tutti erano al mare o in spiaggia sotto l’ombrellone, sugli smartphone italiani sono arrivati gli sms che annunciavano aumenti a colpi di due o tre euro al mese dei piani tariffari di tre gestori e degli operatori virtuali.

I rialzi variano a seconda della compagnia telefonica e del tipo di offerta scelta dall’utente. I pacchetti tariffari non sono stati tutti ritoccati. Ulteriori rimodulazioni all’insù scatteranno a partire da settembre. Una stangata in piena regola. Il classico bidone a tradimento. Mentre molti utenti stanno ancora aspettando il rimborso dei soldi per la vicenda delle bollette a ventotto giorni. Sulla battaglia in corso dal 2017 è appena intervenuta l’Agcom. L’Autorità Tic ha minacciato multe da un minimo di 240mila euro fino a 5 milioni a Tim, Vodafone, Wind Tree e Fastweb. Se non applicheranno i rimborsi automatici anziché solo su richiesta, come avviene ora. Intanto, non sono pochi i costi in più già a regime. Secondo un’analisi di Sos. Tariffe.it, i prezzi sono saliti in maniera esponenziale, mediamente del 54,10%. Se si considerano le principali tariffe ricaricabili degli operatori tradizionali. Se a luglio 2018 in media una tariffa ricaricabile comprensiva di chiamate, traffico, dati e messaggi costava solo 9,11 euro, ora si aggira intorno ai 14,4 euro. Di fatto, gli aumenti decretano la fine delle promozioni a prezzi stracciati lanciate da tutti gli operatori a partire dal 2017. Mosse mirate a contrastare lo sbarco sul mercato italiano di Iliad.

La compagnia telefonica francese low-cost arrivata in Italia nel giugno del 2018. Un’invasione certificata da tariffe shock, 5,99 euro al mese. I rialzi boom sono partiti a distanza di un anno dall’approdo di Iliad nel nostro sconquassato squinternato Paese. Governato da una manica di incapaci esibizionisti, guitti e punto, con tutto il rispetto che si deve appunto ai guitti. Una beffa aggiuntiva per quegli utenti che si erano assicurati piani tariffari low-cost introdotti dalle compagnie tradizionali. Aspettando l’invasione dei francesi. "I rincari servono alle compagnie – l’indicazione viene dal presidente Codacons, Carlo Rienzi – per la vicenda della tariffazione a ventotto giorni. Alla fine, purtroppo, ci rimettono sempre le famiglie".

Al di là dei poderosi rincari, la guerra delle tariffe porta altre novità, puntualmente sgradevoli per gli utenti. Le compagnie stanno introducendo nuovi balzelli destinati a far salire la bolletta a fine mese. Operatori che chiedono due euro al mese a chi, al momento del rinnovo del credito, non ha soldi sufficienti. In cambio, il traffico non viene bloccato e si può usare lo smartphone per i primi due giorni. Il grande giro di revisione delle tariffe viene fatto digerire agli utenti con la promessa di "più minuti e più traffico dati per navigare in Internet". Uno zuccherino riservato in esclusiva solo a chi decide di non cambiare compagnia. I gestori puntano su una dotazione di minuti e di sms più generosa. La stangata è diffusa, è a macchia di leopardo. Le bollette dell’elettricità sono più pesanti dell’1,9%; in contraddizione il dato che riguarda il metano, i cui costi sono diminuiti del 6.9%.

Progressivo indebolimento del petrolio regala sollievo ai listini di benzina e gasolio. A fronte, però, di qualche brutta sorpresa: il vento favorevole sulle quotazioni internazionali del barile sta per esaurirsi, possibili e veloci adeguamenti al rialzo nei prossimi giorni. Infine, la scuola. Si preparino le famiglie a sostenere spese medie da 533 euro totali con la fattura per libri e dizionari in crescita a 470 euro. L’incremento previsto e calcolato, non presunto, è del +1,3%. Le tasche delle famiglie italiane già piangono di un pianto inevitabile. Ma di questo tipo e di questa misura preoccupante non poco. Siamo ormai il Paese in cui qualsiasi costa og ni giorno almeno cinque centesimi in più del precedente. Stazionarie solo le paghe, per gli eletti che hanno potuto conservare un lavoro e uno stipendio.

di FRANCO ESPOSITO

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