Qualcuno gioca a dipingerli soltanto come invasori, minacce, veri e propri nemici da tener lontano a qualunque costo. La realtà invece spesso ci racconta di come i migranti giunti in Italia attraverso il Mediterraneo possano rivelarsi degli autentici eroi.

Eroe di sicuro lo è Bousaoud Salaheddine, marocchino di nascita e richiedente asilo che vive a Carmagnola presso una comunità di accoglienza con la sua famiglia. È giunto in Italia per una questione seria: trovare un modo di curare il più grande dei suoi tre figli, Riade, che soffre di una malattia rara, lo Xeroderma pigmentoso. Una malattia terribile, visto che impedisce al piccolo di giocare all'aperto con altri bambini.

Lunedì scorso Bousaoud era a Torino per un colloquio di lavoro. Si stava dirigendo alla stazione di Porta Nuova per rientrare a Carmagnola quando ha visto due ragazzi che stavano aggredendo una signora. Mentre tutti i passanti restavano indifferenti, lui non ha esitato a rincorrerli fino ad acciuffarne uno, bloccandolo fino all'arrivo della polizia. "Non mi interessa il permesso di soggiorno, voglio solo curare mio figlio", ha fatto sapere.

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