(foto depositphotos)

Nei giorni scorsi per la prima volta un italiano si è esibito al festival mondiale del tango di Buenos Aires con il pianista siciliano Fabrizio Mocata che ha presentato il suo nuovo disco "Cruzando aguas". Il riferimento del titolo è al Río de la Plata, area ricca di quell’immensa italianità che condividono nel loro dna Uruguay e Argentina, i due paesi fratelli più italiani al mondo. Un disco che rappresenta un incontro culturale all’insegna del tango. Dalla Sicilia arriva al Sud America. "Alcuni mesi fa" -racconta Fabrizio Mocata- "ero a Buenos Aires per registrare un disco con la cantante Sandra Luna. In quell’occasione ho conosciuto il violinista e compositore argentino Fabián Bertero e da questo incontro musicale è nata una forte amicizia. Dopo diverse esibizioni insieme è sorta l’idea di fare un disco. In quei giorni io dovevo andare in Uruguay e per questo motivo ho proposto di registrare lì chiamando altri musicisti uruguaiani con cui avevo già suonato in passato, il chitarrista Julio Cobelli e il contrabbassista Jorge Pi. Attraversando le acque del Río de la Plata ho pensato a questo titolo, un incontro tra Buenos Aires, Montevideo e la mia Mazara del Vallo. È stata un’esperienza davvero magica".

Ivan Pantarelli, musicista italiano residente a Montevideo, ha curato la produzione, il mix, il mastering e anche la parte audiovisiva del disco registrato presso lo studio Vivace Music e pubblicato in Argentina da Acqua Records, etichetta di primo piano nella scena del tango. Con lui parliamo più nei dettagli di questo progetto che ha unito l’Italia, l’Uruguay e l’Argentina come raramente succede.

"Per i tempi che esistono da queste parti fare un disco in 48 ore, anche nel pieno dell’estate nel mese di gennaio, posso dire che è stato un vero record. È stato fatto tutto velocemente e anche in modo moderno dato che è stato mixato tra due continenti e tre paesi". Oltre alle composizioni di Mocata e Bertero, "Cruzando aguas" contiene anche alcuni tra i brani più popolari della storia del tango come l’onnipresente "La cumparsita" interpretata proprio all’interno del Palacio Salvo dove fu presentata per la prima volta oltre un secolo fa. "Grazie a questa esperienza" -aggiunge Pantarelli- "arriveranno altri progetti in futuro: abbiamo un altro disco in cantiere su una tematica simile e anche una tournée in Italia perché, una volta attraversate le acque, vogliamo costruire un ponte tra l’Italia e il Río de la Plata con il tango come musica. In Italia il tango è diffuso prevalentemente per il ballo ma questa può essere un’occasione per farlo conoscere anche per la musica".

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