Settemiladuecentosedici chilometri dividono Hoboken, nel New Jersey da Molfetta, in provincia di Bari. Ma quando arriva settembre le due città sembrano una sola, la distanza completamente annullata per parlare una lingua unica. E anche se dall'altra parte dell'Atlantico, quella americana, non sarà più con l'accento pugliese, non importa perchè davvero Hoboken e Molfetta sono una cosa sola per una tradizione che gli emigranti molfettesi si sono portati dietro, gelosamente, dalla propria terra e poi l'hanno tramandata attraverso generazioni.

È la 'Festa della Madonna dei Martiri', la patrona della città italiana e dei marinai. Un culto che risale al XII secolo e che non ha più confini. La festa, a Molfetta, venne istituita il 24 aprile 1395, a Hoboken, nel New Jersey, si ripete da 93 anni, portata per le strade statunitensi, dagli emigranti che, all'inizio del secolo scorso lasciarono le loro case, come tanti altri concittadini e connazionali, per cercarsi un'altra vita, migliore, negli Stati Uniti. Ecco allora che Hoboken, la prima settimana di settembre, sulle rive dell'Hudson porta quella che è la festa più importante per i molfettesi. E nel New Jersey, per questa celebrazione, arrivano da tutto il mondo: c'è ovviamente cibo, musica, giochi poi i fuochi d'artificio, giostre e anche la 'benedizione dei piedi'.

Poi, una copia che riproduce perfettamente la statua della Madonna che si trova a Molfetta, ecco la processione per le strade della città tra la folla, prima di essere portata sul ferry che poi la trasporterà sul fiume Hudson, la 'riproduzione' del mare Adriatico, per una piccola navigazione prima di rientrare nella chiesa che la custodisce gelosamente per tutto l'anno. Una vera festa italiana che si ripete per le vie di Hoboken, una volta enclave per i nostri immigrati, oggi un po' meno, anche se le generazioni americane dei molfettesi continuano a mantenere vive tradizioni e la comunità che, oltre alla festa, ha fortissimi legami con la città di origine, in Puglia.

Così su Sinatra Drive gli stand dei venditori ambulanti si moltiplicano per presentare ogni tipo di prelibatezza, dalle zeppole alle pizze, poi pasta, gelati, panini imbottiti che diventano giganti. Non manca l'artigianato e nemmeno i divertimenti per i più piccoli. È la storia degli Stati Uniti, quelli dell'ultimo secolo, che va per le strade a ricordare i legami con l'Italia, per mantenerli ancora stretti, nonostante il tempo che passa. Così mentre a Hoboken i discendenti degli emigranti di un secolo fa si ritrovano per le strade, a Molfetta, per tre giorni, si svolge la festa originale con momenti celebrativi, di devozione e folcloristici.

Così i marinai, prima bussano al portone della Basilica per farsi consegnare dai frati la statua della Madonna, poi la si fa salire su un peschereccio sorteggiato al quale si affiancano altre due imbarcazioni, che hanno il ruolo di damigelle d'onore. Poi dopo un breve giro del porto, sbarcata l'effige c'è la processione al termine della quale la Madonna ritorna nella Basilica. Ma sono tante le feste italiane, a carattere religioso, che si ripetono negli USA soprattutto tra il New Jersey, New York (celeberrima la 'Festa di San Gennaro') Pennsylvania, Rhode Island, Ohio, in quegli stati dove maggiore, ancora oggi, è la presenza dei discendenti di coloro che emigrarono negli States dall'inizio del secolo scorso. Ma l'attaccamento alle radici italiani di Hoboken è dimostrato non solo dalla Festa della Madonna dei Martiri, ma anche, dalla St. Ann Feast, che si svolge in luglio, e che quest'anno ha raggiunto la sua 109ª edizione. E dai molfettesi si passa agli abitanti di Monte San Giacomo, in provincia di Salerno, altro gruppo molto esteso, le cui tradizioni si sono traslate nella chiesa di Sant'Anna che aveva raccolto i suoi parrocchiani ancora prima di aprire ufficialmente le porte il 12 dicembre 1905, quando fu realizzato il tempio.

In precedenza tutta la popolazione di Hoboken che aveva le sue origini a San Giacomo infatti si riuniva per le preghiere in un piccolo locale tra la 4ª e Jefferson, quindi sulla 7ª (dove poi oggi si svolge il culmine della processione). L'emigrazione campana da Monte San Giacomo (che oggi ha non più di 1600 abitanti) verso Hoboken ha origini ancora più antiche: infatti i primi arrivi sono datati verso la fine dell'800, un flusso poi andato avanti anche all'inizio del secolo successivo. E la tradizione continua con lo stesso spirito di un tempo e ancora oggi, tante generazioni sono passate, gli eredi dei primi emigranti di Monte San Giacomo, alla viglia della loro festa, vanno a bussare alle porte degli abitanti della città per raccogliere del denaro per poter organizzare tutte le celebrazioni, così da 109 anni...

di ROBERTO ZANNI

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