Depositphotos

A Torino - i grillini di governo - il Pd li conosce bene e ha preso le misure. Due piemontesi grilline e donne sono entrate nel Governo Conte 2, Paola Pisano, ministro senza portafoglio per l’Innovazione, e Fabiana Dadone, per la Pubblica Amministrazione.

Per questo, Stefano Lo Russo, capo gruppo del Pd nel Consiglio comunale di Torino, avverte che c’è da andare cauti, "anzi, molto cauti", come riferisce sul Foglio David Allegranti. Il fair play politico non regge più di tanto. Lo Russo non tiene e non nasconde "un certo qual stupore" per l’inserimento fra i ministri del Governo Conte bis, della Pisano, assessore della Giunta Appendino: "Non ha particolarmente brillato per efficacia amministrativa a Torino", sbotta Lo Russo.

Paola Pisano, "ha sicuramente avuto un mandato con poche luci e molte ombre. Ha positivamente aperto la città a investimenti e a sperimentazioni, ma contemporaneamente non è stata minimamente in grado di gestire i servizi essenziali come l’anagrafe, che ha raggiunto livelli di inefficienza intollerabili per i cittadini di Torino, con tempi di attesa per una carta identità di oltre 4 mesi. Allucinante". In altre parole: tante idee, tanta filosofia, tante parole. Purtroppo però, come dice il proverbio, fra il dire e il fare…

Dalle parole di Lo Russo emerge la senzazione che il Movimento 5 stelle abbia colto l’occasione del rimpasto che provare a tirare fuori dal guano Chiara Appendino: "Appendino, con opportunismo, prova a ritagliarsi uno spazio che le serve a coprire le inefficienze torinesi, cercando di far passare l’equivalenza che il fatto che Pisano fa il ministro allora significa che il modello Torino è virtuoso". Infatti, aggiunge il capogruppo Pd: "Pisano è stata imposta dal M5s nella trattativa nazionale. Il Pd ha fatto buon viso a cattivo gioco in sede di trattativa".

Domanda chiave: Pd e Cinque stelle possono allearsi anche a livello locale? Risposta: "Qui non è minimamente all’ordine del giorno. Il nostro giudizio sulla guida della città di Torino da parte di Appendino e della sua squadra è negativo su tutti i fronti, senza possibilità di recupero. Sarebbe non solo incomprensibile ma anche sbagliato vederla diversamente. Non basta che cambi il quadro nazionale per cambiare anche i giudizi. Valutazioni oggettive basate su elementi di merito e su anni di prove provate di inefficienza governativa".

di SERGIO CARLI

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome