Alla fine della Festa di San Gennaro quando si contano i visitatori si superano i due milioni. New York come Napoli, anzi è Little Italy che ritorna quella di un tempo. Come una volta quando quelle strade erano zeppe di italiani, italo-americani. Adesso non più, alla Little Italy di Manhattan ormai è rimasto quasi solo il nome. Ma quando arriva settembre (quest'anno dall'11 al 22), per undici giorni San Gennaro (e chi poteva se non Lui?) fa la grazie e riporta i colori e i sapori partenopei.

Salsicce, cannoli e quest'anno per le zeppole ci sarà anche la gara di chi ne mangerà di più. Arrivano da tutto il mondo, e non è un modo di dire, per passeggiare tra Mulberry, Canal, Houston, le vie che un secolo fa erano italiane e che adesso lo sono solo, grazie a San Gennaro, per undici giorni, quando c'è la sua festa. E in settembre e si chiudono anche le strade al traffico per lasciargli spazio. La processione, le statue del Santo martire, passano gli anni, e tanti, ma nonostante il fatto che a Little Italy ormai di italo-americano ha molto poco, tutto ciò resta.

"È nel nostro sangue, è nella nostra famiglia - racconta Danny Fratta che ha un chiosco di zeppole 'Danny on the Corner' una presenza costante che va indietro quattro generazioni - per noi è davvero molto importante mantenere questa tradizione viva". Ma Fratta non vende solo le zeppole, dolce che gli immigrati hanno portato in tutto il mondo, infatti fa parte dei 'Figli di San Gennaro' il gruppo no-profit che organizza la festa. Quest'anno si celebra la 93ª edizione di questo appuntamento che attira tutti, napoletani e non, italiani e non. Quando la tradizione prese il via, i napoletani di New York, gli immigrati italiani in genere, erano quelli di seconda, terza e quarta categoria. Non avevano nemmeno la libertà di culto, relegati nei seminterrati delle chiese dominate dagli irlandesi.

Ecco allora che la comunità di Little Italy, una volta riuscita a costruire la propria di chiesa, potè esprimere liberamente anche i sentimenti religiosi e chi meglio di San Gennaro poteva rappresentarli? "La festa di Mulberry Street - ha spiegato il dottor Joseph Scelsa, presidente dell'Italian American Museum, grande conoscitore della nostra storia a New York e negli States - è iconica e rappresenta gli italiani in tutto il mondo. Si tratta in maniera assoluta di una parte di New York, un importante pezzo italiano della città. È sempre stata una opportunità non solo di celebrare un aspetto religioso, ma anche di riunirsi come comunità".

Con i decenni la 'Feast of San Gennaro' è cresciuta sempre più, attirando gente dalla città, da fuori, senza confini. Ma con la costante emorragia di italo-americani che continuavano a lasciare Little Italy, il timore era che la festa si potesse trasformare in un altro evento di strada come ce ne sono tanti a NYC, perdendo quelle che sono sempre state le sue connotazioni. Poi a metà degli anni '90 anche il rischio di contaminazioni criminali, con l'aut aut dell'allora mayor Rudy Giuliani. Superato anche quel pericolo, ora per la prima volta in tanti anni, ecco che grazie a San Gennaro la Little Italy di un tempo ritrova una nuova piccola ondata di immigrati che sta cercando di rinverdire la tradizione gastronomica tricolore.

Fratta inoltre, assieme al suo amico Ernest Magliato che ha un chiosco di salsicce chiamato 'Pips Pit', quest'anno hanno voluto riportare alla festa la vecchia tradizione. "Per la prima volta in 25 anni - ha sottolineato - riportiamo gli archi originali di San Gennaro, progettati negli anni '40. Ci saranno le luci più più grandi e luminose che la festa abbia mai avuto". Inoltre ci sarà anche una piccola processione quando la statua di San Gennaro dalla chiesa sarà spostata alla cappella.

"Una volta si faceva - ha aggiunto - ma da tanto tempo non succede più. Così verrà trasportata attraverso Hester Street e non solo portata direttamente in quel luogo come è sempre successo". E San Gennaro, la sua festa, la sua presenza, hanno un valore indicibile per gli italo-americani. Certo la devozione, ma anche quello che portano questi undici giorni, perchè il business creato dalla festa diventa poi vitale per i commercianti locali. "Alcuni dipendono proprio da questo" ha voluto ricordare Louis Fontana che gestisce il Caffe Napoli aperto oltre quarant'anni fa dalla nonna. "È la nostra cultura - ha poi aggiunto - siamo molto orgogliosi della nostra eredità". E per la Festa di San Gennaro, passando tra Mulberry ed Hester, al Caffe Napoli si potranno degustare cannoli extra e specialità tipiche della famiglia, già le ricette della nonna. San Gennaro non smette mai di fare miracoli.

Roberto Zanni

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