La maggioranza ha superato la prova della fiducia. Era prevedibile. La sorpresa è che si sta spaccando l’opposizione. Berlusconi e Forza Italia si sono chiamati fuori dalla manifestazione di piazza Montecitorio, dove sono tornati i saluti romani e le grida "duce, duce". Solo Toti, più confuso che mai, è stato loro accanto. Salvini ha pronunciato frasi gravissime, frutto anche della rabbia che l’ha colpito per la frana del suo disegno elettorale, ma soprattutto della sua vocazione fascista. Due in particolare.

Eccole: "Se i signori là dentro proveranno a cambiare quota 100 e tornare alla legge Fornero non li lasceremo uscire da quel palazzo, ci starà giorno e notte", la prima. E "se provano a riaprire i porti, li chiudiamo noi perché in Italia non si entra senza permesso", la seconda. Che significano queste minacce? Immediato il consenso di CasaPound e di Forza Nuova per la promessa di prossime discese in piazza e anche di qualcosa di più.

Berlusconi ha fatto una mossa intelligente. Ha evitato la pericolosa protesta estremista di Salvini e annunciato che farà opposizione in Parlamento, come prevede la Costituzione. Mara Carfagna ha aggiunto che Forza Italia valuterà le proposte di riforma presentate dal Governo. Aderendo di fatto all’invito di Conte per ristabilire un clima di rispetto reciproco fra maggioranza e opposizione e non escludendo convergenze su singoli provvedimenti. La fase nuova della politica italiana è ormai iniziata. Per il governo giallorosso aumenta l’esigenza di impegnarsi alla grande per evitare che Salvini torni alla ribalta. Adesso è all’angolo ed è opportuno che ci rimanga. Un ventennio fascista lo abbiamo già avuto.

CARLO LUNA

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