Donald Trump (Depositphotos)

Per la prima volta nella storia Usa, i miliardari hanno pagato una percentuale fiscale più bassa della working class. Nel 2018 le 400 famiglie più ricche del Paese hanno pagato una tassa media effettiva del 23% mentre la metà delle famiglie americane ha pagato una aliquota del 24,2%. E’ quanto sostiene un nuovo libro, “Il trionfo dell’ingiustizia”, scritto dagli economisti della Berkeley Emmanuel Saez and Gabriel Zucman. Questo, sottolineano gli autori, è avvenuto grazie al taglio fiscale da 1.500 miliardi di dollari deciso dal tycoon, che ha premiato in particolare i più ricchi, contrariamente alle sue promesse. Il taglio di Trump è, seguendo le serie storiche, il culmine della progressiva riduzione del carico fiscale sulle famiglie più abbienti. Il Sole 24 Ore ci ricorda come si è arrivati all’attuale paradossale “sorpasso”, il lascito più impressionante dell’ultraliberismo trionfante. “Nel 1980 quella stessa fascia, le 400 famiglie più ricche, avevano sulle spalle una aliquota effettiva pari a ben il 47 per cento. Per non parlare degli anni Sessanta, quando raggiungeva il 56 per cento. Ancore prima, negli anni Cinquanta, stando alle stime saliva fino al 70 per cento. La percentuale pagata dalla metà più povera della popolazione è al contrario rimasta sostanzialmente invariata nel corso del periodo esaminato”.

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