Roberto Mancini, ct dell'Italia (Depositphotos)

La tentazione c’è: cambiarne undici su undici rispetto alla Grecia. Per Roberto Mancini sarebbe anche un modo elegante per ringraziare idealmente tutti gli azzurri che hanno contribuito alla qualificazione record (7 vittorie su 7). L’idea, tra l’altro, non dispiacerebbe ai club dei titolari, tenuti a riposo. La tentazione si è trasformata in una prova nell’allenamento di ieri, oggi il c.t. prenderà la decisione. Di sicuro stasera a Vaduz cambierà almeno 7-8 elementi. Vedremo se arriverà a undici. Vero che ha affrontiamo un’avversaria che in sette partite ha raccolto 2 punti e 2 gol, contro i 20 incassati. Ma è anche vero che il Liechtenstein in casa non ha mai sbracato: un pareggio e due sconfitte dignitose (2-0).

Il ricordo del turnover radicale di Lisbona, in Nations League, che costrinse alla sofferenza l’Italia di Lazzari e Criscito, è un motivo di riflessione in più. Da qui a giugno il Mancio farà i suoi esperimenti, ferma restando la necessità di vincere per il bene del ranking. La casella che più inquieta è quella alla sinistra di Bonucci. Il mantra di Coverciano è: "Chiellini recupera di sicuro per l’Europeo. Nessun dubbio, nessun problema". Il capitano è molto di più di un difensore per questa Nazionale giovane. Anche perché gli eredi hanno rallentato la crescita. Rugani non gioca mai, Romagnoli è incappato in una fase d’involuzione, pagata col sorpasso di Acerbi. Il laziale ha l’esperienza dei 31 anni, ma poca internazionale. Gianluca Mancini deve completare la maturazione e comunque tiene la destra.

In prospettiva Mondiale 2022, il c.t. segue da vicino Bastoni (Inter) e Cistana (Brescia), ma per l’Europeo ha in testa soltanto il Chiello. Anche la casella di terzino destro non ha padroni assoluti. Casella tatticamente particolare. Chi la occupa deve presidiare più che spingere e scivolare in mezzo per consentire a Emerson Palmieri di attaccare con continuità. Per questo è difficile traslocare Spinazzola. Meglio Izzo, che però al Torino gioca a 3 e in Finlandia ha tradito imbarazzi. Non a caso con la Grecia gli è stato preferito D’Ambrosio che con Spalletti difendeva a 4. Florenzi è la garanzia.

Stasera toccherà al napoletano Di Lorenzo che ha forza e attitudine al corpo a corpo. Per lui e Romagnoli un test meno banale che per altri. In mediana, il tridente Barella, Jorginho, Verratti è inattaccabile. Ma servono alternative, soprattutto per recuperare fisicità. In questo senso, l’esperimento in mediana di Bernardeschi, ragazzo dallo strappo potente, merita attenzione. Gli infortunati Pellegrini e Sensi sono titolari aggiunti. Discorso analogo in attacco: scelte nette, ma bisogno di opzioni. Belotti, in campo stasera, resta il centravanti più credibile, perché gioca meglio con la squadra; Chiesa è la corsa, Insigne il rifinitore quasi unico.

L’esuberanza atletica di Zaniolo, in una rassegna di incontri ravvicinati (molti nella sua Roma), sarà un tesoro prezioso. Seguite bene anche lui, stasera. Comincia in Liechtenstein la messa a punto dell’Italia europea. Ma i test più importanti arriveranno a marzo, probabilmente in Qatar: due amichevoli contro forti nazionali europee, non sorteggiate nel nostro girone. Una dovrebbe dovrebbe essere la Croazia. L’Italia di Lippi si scoprì mondiale dopo incroci del genere. Specchiarsi in Finlandia e Armenia non basta.

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