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ndagata sotto il peso di pesanti accuse, è finita agli arresti domiciliari. Procacciatrice d’affari, sfruttando il ruolo di parlamentare europea. Chiede e ottiene consulenze da aziende, media per la conclusione di accordi, incassa percentuali su nuovi contratti e clienti. Tra i reati ipotizzati anche truffe ai danni della Comunità Europea. Gli affari (chiare espressioni di malaffare) di Lara Comi, trentasei anni, eurodeputata per Forza Italia dal 2009 al 2019, appaiono con solare evidenza nell’inchiesta milanese "Mensa dei poveri". I verbali depositati il 30 settembre. Stralciato il filone che l’ha vista vede indagata con il governatore regionale Attilio Fontana e il deputato forzista Diego Sozzani. Lara Comi è ora agli arresti domiciliari. Nell’inchiesta l’ex eurodeputata sembra impegnata a curare i propri interessi privati piuttosto che le questioni della politica europea. Lara Comi indagata per aver mascherato sistemi di tangenti, corruzione e finanziamento illecito. "Lei sempre attenta al denaro". Sono tre gli imprenditori che raccontano ai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri dell’attivismo peloso dell’ex parlamentare di Forza Italia. Le indagini sono scattate a maggio. Gli arresti 43, tra questi il candidato alle Europee per Forza Italia, Pietro Tatarella, e l’ex coordinatore provinciale di FI a Varese, Nino Caianiello, indicato come il vero burattinaio in questa sporca vicenda che ha messo nei guai anche due esponenti politici di destra, Paolo Orrigoni, proprietario dei supermercati Tigros, e Giuseppe Zingale, ex direttore dell’Agenzia per il Lavoro Afol. Entrambi in carcere. La Procura, a chiusura delle indagini del gip Raffaella Mascarino, ha indicato meritevoli di provvedimenti penali 71 indagati. Altri undici chiedono il patteggiamento, non ottenuto. Angelo Fusi, titolare di Adt, società che si occupa di pianificazione pubblicitaria, racconta di consulenze offerte e pagate a Lara Comi. "MI disse che aveva conoscenze nell’ambito dell’e-commerce. Non avevo in mente quale potesse essere l’oggetto. Ma intendevo attribuire a lei un incarico retribuito sulla fiducia. L’importo della consulenza lei me lo aveva rappresentato fin dall’inizio". Fusi avrebbe versato alla Comi 7.500 euro più Iva. "E per la seconda consulenza sul settore del lusso, 9.550 più Iva, alla società dell’eurodeputata, la Premiun Consulting". I due lavori – contesta il pm Scudieri durante l’interrogatorio – risultano interamente copiati da internet. Quello sull’e-commerce, in particolare, è scaricabile dal sito della Casaleggio Associati, riproposto in versione integrale". Secondo la Procura, le anomalie sono anche altre. La seconda consulenza viene chiesta il 6 novembre. Angelo Fusi la riceve l’8 e paga il 9. "Nessuna traccia dell’arrivo della consulenza, ma solo del pagamento con bonifico". Che dire, poi, della reazione stizzita di Luca Moretti, presidente dell’Azienda di promozione turistica di Livigno, quando scopre l’esistenza di rapporti economici di Lara Comi con la società Mediaxchange? Il manager avrebbe conosciuto Moretti proprio attraverso l’esponente di Forza Italia, a sua volta, Paolo Piccardo della Wide di Torino. "Mi disse che attraverso il suo network, la Comi poteva portarci potenziali clienti. Mi parlò della possibilità di un incontro a Livigno e di Apt, interessata a collaborare". L’incontro a Livigno si materializza davvero. Serve a formalizzare il contatto Comi-Mediaxchange. "Abbiamo concordato una remunerazione per la Comi pari almeno al dieci per cento sul fatturato su nuovi clienti da lei presentati". Apt ignora questa relazione d’affari. "Stizzita la reazione di Moretti a questa comunicazione". Comunque, alla fine, la Comi avrebbe incassato una prima fattura da 3.000 euro per un impianto pubblicitario di Apt a Milano, in piazza Duomo, realizzato da Mediaxchange". Tenace insistenza a notevoli capacità di convincimento assistono in ogni circostanza l’eurodeputata di Forza Italia. Il Comune di Livigno decide di alzare la provvigione di Lara Comi al quindici per cento, "pari a 21mila euro". Mediaxchange ci guadagna 9mila euro. "Per questo il mio rapporto con lei si è molto raffreddato. La cosa che ni ha colpito è stata la sua attenzione per i denaro", racconta Maggioni al pm. Di accordi commerciali parla anche Paolo Piccardo. La sua società, Wide Torino, si occupa di cartellonistica presso le edicole. "Lara Comi avrebbe procacciato nuovi clienti o incrementato i rapporti già in essere. Io le avrei riconosciuto il venti per cento sul fatturato". Tra i clienti procurati dalla esponente forzista in Europa, il Genoa Calcio, Abbott di Latina, Mediaxchange. A Paolo Piccardo il pm rivolge la domanda chiave. "Non le è sembrato anomalo che una europarlamentare svolgesse questo tipo di attività?". Disarmante la risposta. "Sì, gliel’ho anche chiesto, ma lei mi rispose che tutti gli europarlamentari, soprattutto quelli stranieri, hanno un altro lavoro". Di una sfacciataggine unica, una roba da querela immediata se gli europarlamentari stranieri avessero saputo. Hai capito, l’eurodeputata Lara Comi.

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