È l'unica donna alla guida di uno dei grandi sindacati italiani. Ma è anche il primo segretario di una delle rappresentanze dei lavoratori italiani che è arrivata in Uruguay. Annamaria Furlan, ligure di Genova, è alla guida della CISL dal 2014, eletta quasi all'unanimità, 194 voti su 200. La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, articolata in 19 federazioni di categoria, non aveva mai avuto al proprio vertice una donna. E dopo cinque anni di guida Furlan, la CISL, grazie alla dedizione del suo segretario, ha rafforzato, ulteriormente, il proprio peso nel mondo sindacale italiano. Ecco perchè il suo viaggio in Sudamerica rappresenta un momento importante e non solo per la comunità italiana. Argentina, Uruguay, un viaggio che non è a ritroso nel tempo, perchè se il mondo italiano sudamericano si è rinnovato, attraverso diverse generazione, è però rimasto ugualmente a diretto e stretto contatto con il Paese di origine.

"È la mia prima volta in Sudamerica - ha raccontato Annamaria Furlan a Gente d'Italia - prima tappa l'Argentina, quindi ora l'Uruguay, finito qui, dovrò subito rientrare in Italia per gli impegni che ci aspettano, ma il presidente del nostro patronato continuerà il viaggio". Argentina e Uruguay rappresentano due delle nazioni più italiane dell'America Latina, quali sono stati i suoi primi appunti di viaggio? "Stiamo incontrando tutti i nostri operatori dell'Inas - ha continuato - che svolgono la loro attività in queste importanti nazioni. Si è trattato di un punto d'incontro per i tanti italiani, italiane, figli e nipoti di emigranti che trovano nel patronato le risposte ai loro bisogni, ma non solo, perché si tratta anche di un modo per stare assieme e questo credo che si un punto assolutamente importante".

"L'Uruguay è un Paese con tante possibilità, ma al centro devono essere messi lavoro e dignità. L'elemento della crescita economica è indispensabile se viene accompagnato anche dalla dignità del lavoro che deve essere giustamente retribuito, è un sistema di sostegno per lavoratori e lavoratrici che rende la qualità della vita possibile e dignitosa. Questo deve essere l'impegno, accompagnare la forte crescita che in questo Paese si può realizzare, vista anche la ricchezza di materie prime, però con una azione forte, di contrattazione e di tutela della dignità del lavoro come di quella delle persone". Un processo dove il ruolo dell'Italia può essere ancora maggiore. "Non c'è dubbio, credo che sia nell'interesse dell'Italia e dei Paesi dell'America Latina, a cominciare proprio dell'Uruguay, di avere rapporti molto forti, che sono culturali, ma anche commerciali. C'è una possibilità di scambio di competenze e anche una possibilità per le imprese italiane di svolgere una attività altamente positiva in questa parte del mondo".

Ma oltre ai grandi temi, ci sono anche quelli che, in un certo senso, coinvolgono maggiormente cittadino e patronato: si parla di cittadinanza, passaporti, problemi che possono diventare quasi quotidiani... "In questo senso il patronato può fare moltissimo. Assieme al presidente dell'Inas Petteni stiamo effettuando questo giro per investire e sostenere, credo sia un modo per stare vicino ai nostri connazionali, figli, nipoti, ma anche cittadini delle nazionai sudamericane.Il patronato può fare davvero tantissimo".E osservare, in maniera diretta la situazione, è servito anche per pensare a una nuova serie di iniziative che potrebbero partire presto grazie all'azione dell'Inas. "Stiamo analizzando la possibilità, attraverso il nostro patronato, di puntare sui corsi di lingua italiana, che sono davvero necessari per le nuove generazioni, ma anche anche su attività formative professionali. In Italia la CISL ha un ente di formazione professionale molto importante, dedicato a tanti ragazze e ragazzi e stiamo anche studiando la possibilità di un interscambio con Argentina, Uruguay, ma andremo anche in Cile e Brasile al fine di verificare se si può realizzare anche un'attività simile".

Per questo sono stati già avviati contatti con governi, ambasciate, ma per il segretario della CISL c'è bisogno anche di un altro genere di rapporto. "Deve esserci una forte sinergia tra i sindacati italiani, in particolare la CISL e i quelli presenti in Sudamerica per creare condizioni di crescita e far diminuire la povertà, una lotta che passa attraverso il lavoro, perchè così si includono le persone, e ce n'è un gran bisogno". Ma non si può dimenticare la festa dell'Inas Uruguay... "Questi 34 anni hanno un significato molto rilevante, mettersi al servizio delle persone è importante, aiutare a risolvere i problemi lo facciamo con la testa, ma anche col cuore, perchè sì la distanza con l'Italia è tanta, ma attraverso il patronato l'accorciamo un po'...". Allora l'augurio, in occasione di questo compleanno, doppio, è di avvicinare ancora di più l'Italia. "Ci sentiamo molto giovani - ha concluso il segretario - come patronato e come CISL, vogliamo riuscirci

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