(foto depositphotos)

Se parliamo di Patronato INAS non ci viene in mente nessun altro nome che quello di Filomena Narducci, l’eterna lottatrice dei nostri concittadini "en el error y en el acierto" come si dice da queste parti. Si sente piena di orgoglio perché una delegazione di massimo livello del suo Patronato si trova a Montevideo.

Cosa significa questa visita per l’INAS Uruguay? "Per noi dell’INAS è una soddisfazione enorme perchè, fra l’altro, coincidono due date storiche. I 70 anni dell’INAS Italia ed i 34 anni dell’INAS Uruguay. L’INAS sta celebrando i 70 anni di vita e mi complimento quindi con il Presidente Gigi Petteni che ha deciso di celebrare questa ricorrenza in tutte le sedi e con la sua presenza e del nostro esecutivo, come il Vicepresidente Antonio Gragnedo e il Responsabile degli Uffici Esteri Gianluca Loretti. Ma la cosa più importante e che ci riempie di allegria è la presenza, nientemeno, della Segretaria Generale della CISL Annamaria Furlan. In tutti questi anni che sono in Uruguay noi abbiamo ricevuto Presidenti della Repubblica, Premier, Ministri, Sottosegretari, politici di ogni genere, ma mai avevamo avuto occasione di ricevere un Segretario Generale di un Sindacato Italiano, è qualcosa di storico. Furlane è uno dei personaggi più importanti dell’attualità socio-politica italiana e noi dobbiamo individuare i veri interlocutori dei lavoratori italiani. Chi meglio di un Segretario Generale di un Sindacato italiano? Lei porterà a casa anche le rivendicazioni dei lavoratori italiani in Uruguay. Porterà a casa anche le lamentele di oltre 100.000 italiani che hanno una sede consolare inadeguata. Molte volte dimentichiamo che, all’interno delle sedi consolari, lavorano persone che non hanno la colpa della mancanza di servizi. I funzionari sono pochi per 130.000 cittadini italiani e pochi sono i ministeriali. Non possiamo dimenticare che nessuno può obbligare un ministeriale a venire in Uruguay, sono loro che scelgono la propria sede e non è facile. Pensate che, molte volte, non ci sono funzionari sufficienti neanche per firmare le pratiche.

In che stato di salute si trovano oggi i Patronati all’estero? I patronati vengono finanziati con i contributi dei lavoratori, le ditte che costituiscono un fondo che poi viene ridistribuito. Negli ultimi anni ci sono stati molti tagli ai finanziamenti, poi è scesa l’aliquota dei contributi dei lavoratori, quindi non siamo in buona salute, ma la nostra è una vita di lotta e tutti, in tutti i congressi abbiamo scelto anche di farci diminuire gli stipendi ma non possiamo mollare. La verità è una sola: i patronati hanno sempre più esigenze e lavorano di più, ma le risorse sono sempre meno

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