Tono fermo, espressione seria e decisa. David Sassoli non sembra avere esitazioni nel suo discorso in difesa del clima. Il neo Presidente del parlamento Europeo é apparso deciso più che mai nel chiarire la posizione dell’Europa sul tema inquinamento. Priorita’ assoluta. Senza se e senza ma.

Politiche reali ed efficaci, ma sopratutto stanziamento di un budget importante per l’attuazione di politiche serie e mirate che volgano alla difesa del clima e alla riduzione delle emissioni dannose. Ad ogni costo, anche correndo il rischio di restare da soli o essere gli unici a credere in un pianeta più pulito. Sassoli ne é convinto. E con la sua fermezza e decisione sembra aver convinto anche altri leader presenti alla cerimonia di apertura della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP25) a Madrid fino al 13 dicembre prossimo. Alla conferenza partecipano 196 Paesi più l'Unione europea. Gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione, malgrado il ritiro deciso da Trump dall'accordo di Parigi del 2015, che prevede l'obiettivo di contenere l'innalzamento della temperatura globale entro i 2 gradi rispetto all'epoca preindustriale. Temi caldi ed attuali che, purtroppo, negli scorsi anni non hanno avuto risoluzioni ne hanno visto cambianti rilevanti nelle politiche degli stati partecipanti.

Ma quest’anno si respira un aria diversa. E sembra proprio che la netta presa di posizione dell’europa stia contribuendo al cambiamento. La scorsa settimana, infatti, proprio il parlamento europeo, per la prima volta in assoluto ha approvato una risoluzione che dichiara l’emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo. L’alta istituzione europea guidata da Sassoli, ha chiesto alla Commissione di garantire che tutte le proposte legislative e di bilancio pertinenti siano pienamente in linea con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C. Ma non finisce qui.

Proprio in vista della conferenza di Madrid che si tiene in questi giorni il parlamento Europeo ha sottoscritto una seconda risoluzione, in cui vuole che l’UE si impegni, per una riduzione a zero delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050. I deputati hanno chiesto inoltre alla nuova Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di includere nel Green Deal europeo un obiettivo di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030. "L'Europa è pronta ad essere in prima linea nella lotta al cambiamento climatico- ha dichiarato Sassoli a Madrid-.Durante la COP25 parleremo con una sola voce per difendere obiettivi ambiziosi, necessari per raggiungere i risultati di cui il nostro pianeta ha bisogno. L'Europa svolgerà un ruolo significativo ma abbiamo bisogno che tutte le altre parti in gioco siano con noi. Obiettivi ambiziosi devono essere sostenuti da un budget ambizioso. La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio deve essere equa e non deve lasciare indietro nessuno."

Sassoli ha sottolineato la sua convinzione che la transizione ecologica porterà ad un'economia sostenibile che favorirà la crescita economica e creerà nuovi posti di lavoro. "La scienza è chiara, l’ordinaria amministrazione non è più un’opzione.- ha aggiunto il Presi dente Sassoli- Il mondo deve fare di più e più velocemente. La scorsa settimana, il Parlamento Europeo ha riconosciuto la minaccia senza precedenti che l'umanità deve affrontare. In quell’occasione, abbiamo dichiarato lo stato di emergenza climatica e ci siamo impegnati a prendere urgentemente le misure necessarie per combattere questa minaccia e contenerla prima che sia troppo tardi. Mi faccio portavoce di questo messaggio con gli altri leader mondiali e li invito a fare lo stesso.

"Questo ambizioso obiettivo comporterà profondi cambiamenti sociali ed economici. Dobbiamo garantire che durante questa transizione sosterremo la competitività delle nostre economie, con forti misure sociali e di inclusione che garantiscano che nessuno venga lasciato indietro. In Europa, il nostro Green Deal dovrà affrontare queste sfide.Una posizione innovatrice e trainante per gli altri paesi non europei. L’europa, ancora una volta sembra davvero voler guidare il cambiamento mondiale. Prima con l’unificazione degli Stati membri, la politica comune e comuni obiettivi, poi con la risposta efficace ed immediata all’inquinamento globale.

di MARGARETH PORPIGLIA

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