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Caro degli Uberti, da un amico ho ricevuto un articolo in cui appare la tua rubrica ed è per questo che comunico con te. Mio padre e i suoi fratelli sono già morti qualche tempo fa, motivo per cui so che mia nonna, Rosa Lanzanova, era italiana ma non so con certezza dove sia nata. Per conversazioni che ricordo, era lucana (o qualcosa di simile) o di Cremona. Ma non sono sicuro. Vorrei sapere se hai la possibilità di trovare un documento che dimostri che la sua nazionalità sia in grado di poter far ottenere la cittadinanza italiana. Apprezzo in linea di principio cosa potrai fare. Molte grazie e resto in attesa delle informazioni. Daniel Porri, Montevideo, Uruguay

Caro Daniel Porri, mi spiace ma lei non mi fornisce dati concreti per cui io possa fare una ricerca del ramo familiare di sua nonna Rosa Lanzanova, inoltre per avere informazioni su come ottenere la cittadinanza jure sanguinis può consultare questo link https://www.esteri. it/mae/it/servizi/stranieri/cittadinanza_0.html è del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. In ogni modo il cognome Lanzanova è diffuso in 75 comuni della Repubblica Italiana, e vi sono 142 famiglie, divise nelle seguenti regioni: 129 in Lombardia, 5 in Emilia-Romagna, 3 nel Lazio e in Piemonte, 1 nelle Marche e Liguria. La tradizione leggendaria parla di una antica famiglia lombarda, di chiara e avita virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Secondo alcuni autori, tal famiglia discenderebbe dal nobile casato dei Lanza, vantando, dunque, come comune capostipite quell'Ernesto, duca di Baviera, valoroso condottiero che, verso l'anno 970, fu soprannominato "il capitano della grande lancia", da cui il cognome. Egli, infatti, ebbe due figli, Enrico e Corrado, i quali, insediandosi in Lombardia e nel Regno di Napoli, acquisirono molti feudi e signorie.

Tuttavia, mancando dati storici certi a supporto di detta ipotesi, è preferibile ritenere che la famiglia Lanzanova sia stata fregiata di nobiltà grazie a un Manfredo, milite assai perito, distintosi, sotto il comando del Duca Gian Galeazzo Visconti, nella celebre battaglia di Casalecchio. D'altronde, tal famiglia, nel dispiegarsi dei lustri, sempre è riuscita a produrre una serie di uomini che resero illustre il suo nome, nei pubblici impieghi, nelle professioni liberali ed ecclesiastiche. Un altro ramo ebbe principio in Catania, sotto il Re Federico II, da Guarnuccio Lanzanova, Segretario del Re, già detto; da costui discesero un Federico Lanzanova e un Pietro Lanzanova, che furono paggi del Re Pietro II e, dopo, gentiluomini della Regina Margherita. Da Federico nacque Guarnuccio che fu Barone dei feudi di Canicattini, Roccaspinalveti e della fontana della Mortilla, dopo la sua morte, Agata sua moglie, per ragione di dote, si aggiudicò Canicattini, che in seguito, donò ad Allegrentia, sua figlia, sposata con Giovanni Castelli, mentre Pietro, figlio del già detto Guarnuccio, si sposò in Messina, e fu progenitore della nobile famiglia, la quale ebbe vari cavalieri di pregio, e più di ogni altra fiorì nel 1584.

Fra Gioseffo Lanzanova, fu cavalier Gerosolimitano, e l'avo di costui fu Galtano, signor dei feudi di Spalla, Bigini, Mustrari, e Priolo, sposato con Agata, sorella del vescovo Tommaso. Fra i caduti della Grande Guerra troviamo: Angelo di Davide, nato nel 1897 a Roccafranca, Soldato del 26 Reggimento Fanteria, morto nel 1917 a Piacenza per malattia; Giuseppe di Giovanni, nato nel 1889 a Trigolo, Soldato del 3 Reggimento Alpini, morto in combattimento nel 1917 a Monte Grappa; Giuseppe di Luigi, nato nel 1882 a Cumignano sul Naviglio, Soldato del 61 Reggimento Fanteria, morto nel 1917 a Noceto per le ferite riportate in combattimento.

Pier Felice degli Uberti

Presidente Istituto Araldico Genealogico Italiano

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