L'addio dei tre senatori Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi, passati alla Lega, scatenano la reazione rabbiosa dei vertici grillini, oltre a creare apprensione per la tenuta della maggioranza in vista dei prossimi mesi, in una fase delicata che vede il M5S alle prese con la riorganizzazione interna. Su Rousseau è partita la votazione per il 'Team del Futuro', una sorta di segreteria che dovrà affiancare il capo politico Luigi Di Maio. E anche in questo caso non mancano le polemiche.

Il vicepresidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo punta il dito contro la scelta dei 6 facilitatori indicati direttamente da Di Maio e che saranno soggetti a un mero voto di ratifica: "Io dico no alle liste bloccate". Ma il malumore serpeggia anche tra i parlamentari. Ad esempio, sta creando scompiglio la presenza di Enrica Sabatini, braccio destro di Davide Casaleggio e membro dell'Associazione Rousseau, nella squadra dei 6 facilitatori nazionali. L'ex consigliera comunale pescarese andrebbe infatti a occuparsi dell'area 'Coordinamento e affari interni': "Praticamente gestirebbe tutto lei", attacca un parlamentare certamente non etichettabile come dissidente.

Nel team ristretto compare un altro volto di Rousseau, Barbara Floridia, referente E-Learning della piattaforma grillina, oltre a Danilo Toninelli, Emilio Carelli, Ignazio Corrao e Paola Taverna, la quale unirebbe questo incarico a quello, istituzionale, di vicepresidente del Senato (e questa è un'altra fonte di malcontento). Fa discutere, inoltre, l'esclusione dalle candidature dell'ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta. "Incredibilmente non è stata fornita alcuna spiegazione, e questo episodio conferma le perplessità su alcuni processi decisionali dei vertici del Movimento", dichiara Trenta, dicendosi "vittima di una trama di alcuni poteri forti".

La candidatura nel 'Team del Futuro' dell'ex titolare della Difesa era stata osteggiata da diversi parlamentari grillini che, come raccontato dall'Adnkronos, avevano chiesto ai vertici di stopparne la corsa dopo il caso dell'alloggio assegnato al marito, minacciando un esposto ai probiviri o, addirittura, la presentazione di una interrogazione parlamentare sulla gestione degli appartamenti di servizio nel periodo in cui Trenta era ministro. Ma è soprattutto il tema dei numeri a Palazzo Madama ad agitare i sonni dei grillini. "So che usciranno 20 o 30 persone e che stanno valutando di fare un nuovo gruppo ma non credo che avranno la forza per farlo", ipotizza il neo-leghista Lucidi.

Un senatore dei 5 Stelle, off the records, si lascia andare ad analoghe previsioni, dando sfogo a tutta la sua preoccupazione: "Al nostro interno, qualcuno sta pensando di formare un gruppo a sé alla Renzi. Una situazione delicata, perché ogni ulteriore spaccatura indebolirebbe la squadra, ma soprattutto mortificherebbe la legislatura. Al voto - spiega il parlamentare - non si andrà verosimilmente prima della fine naturale della stessa, ma si rischia di renderla insignificante, nello stallo più totale".

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