Immagine tratta dal sito ufficiale Pitti Immagine (Crediti: AKAstudio - collective)

Città della moda, a Firenze è il momento di modomania. Pitti uomo l’irrinunciabile appuntamento annuale: aperta la 97esima rassegna dell’eleganza maschile, accessori compresi. Le nuove tendenze della moda in esposizione. Hanno aderito 1.200 marchi, e in occasione del vernissage nobilitato dal un video messaggio di Carlo d’Inghliterra, in qualità di Principe del Galles, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Pitti, l’organizzazione ha voluto che coincidesse con la consegna dell’ambito e prestigioso “Fiorino d’oro” al patron di Gucci e a Richard Ginori. Le eccellenze fiorentine e italiane, griffe di respiro mondiale, confortate nell’occasione dalla presenza del numero uno del gruppo proprietario della maison Gucci e di Richard Ginori, Francois Henri Pinault. 

A latere di Pitti Uomo, due notizie. Una molto bella: Polimoda ora dispone di quattro piani di creatività nella nuova sede della Manifattura Tabacchi. Fondata a Firenze nel 1986, la fashion school è attualmente una delle prime dieci al mondo. L’opera di recupero e riqualificazione della vecchia Manifattura Tabacchi mette a disposizione di Polimoda 6.700 metri quadrati destinati all’istruzione, alla crescita e alla qualificazione degli studenti. Vi operano 800 persone, tra discenti, personale docente e staff. Davvero una grande cosa, all’insegna della creatività e dell’innovazione. L’obiettivo è la creazione di un polo di attrazione, partendo dal fascino di Firenze. Il risultato finale previsto è che la città della moda possa parlare alla comunità mondiale.

L’altra notizia? Arriva dai numeri, quindi è palpabile, concreta, non confutabile. Roccaforte del settore moda, la Toscana è in grado di presentare riscontri e risultati clamorosamente positivi. In soldoni, 19 miliardi di fatturato con 115mila addetti. Il valore dell’export è di 13 miliardi. In un anno l’impennata è stata del 26%. La moda miniera d’oro dell’economia toscana. Fiorentina in particolare.

Le vendite all’estero hanno lasciato a bocca aperta anche i ricercatori Irpet. Tecnici di professione, autentici specialisti, incaricati di rilevare i dati. Riferita al 2019 appena concluso, la stima dell’Istituto regionale programmazione economica toscana segnala un balzo poderoso di oltre un quarto. Più 26.2% rispetto soltanto a un anno prima. Traduzione: il sistema moda Toscana ha portato nelle casse degli operatori del settore quasi tre miliardi di euro in più. La Toscana modaiola è passata da 10.812 milioni a 13.646, in virtù dell’apporto dei mercati esteri. Quelli oltre confine sono la vera leva di ricchezza. I dati dicono e confermano.

L’exploit in fase di crescita progressiva spinge al plusvalore del peso specifico dell’export moda. Oggi vale quasi un terzo di tutte le vendite regionali toscane all’estero. Il segmento aggregato pelletteria e cuoio è schizzato ad un grandioso livello di esportazioni: oltre 5,5 miliardi, con un più 39,7%. La spinta verso l’alto (+39,7%) è rapportata ai volumi delle calzature (oltre 2,55 miliardi) e all’abbigliamento, cresciuto del più 20,4% e da 2,4 a 3,2 miliardi.

La moda in Toscana come sistema di alta redditività. Soprattutto rispetto alla media. Il Roe medio delle imprese del settore in provincia di Firenze oscilla da un anno tra il 13,6% e il 16,8. L’aumento medio delle imprese del settore è a un Roe medio tra il sei e il sette per cento del totale dei settori industriali della provincia di Firenze. La camera di commercio della città capitale della Regione censisce 7.451 aziende nella filiera della moda per un totale di 43.465 addetti. Oltre 30mila nel settore di punta della pelle. Nello specifico, 22.487 nelle pelletterie e 6.196 nelle calzature.

I dati Irpet sul settore, a febbraio 2019, sono significativi sul peso specifico della Toscana sull’intero comparto nazionale. Si legge nel report dell’istituto diretto da Stefano Casini Benvenuti: “In Italia la moda occupa quasi 500mila addetti, un quarto dei quali si trova in Toscana. La regione è sede del 23% della moda italiana, contro il 19,7% della Lombardia e il 16,5% del Veneto. Il valore della produzione sfiora i 19 miliardi. Il sistema moda vale il 30,5% dell’intera manifattura. Ma come incide sull’economia regionale? Per il 5,3%, assicura Irpet. Svolge quindi funzione di traino dell’economia regionale. Che dire? Viva la moda. Ma quella in Toscana.

Franco Esposito

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