Maurizio Marinella, napoletano doc, è l'imprenditore dell'omonima maison di cravatte fondata dal nonno nel 1914. Terza generazione del marchio, assieme al figlio Alessandro, in occasione di Milano Moda Uomo, Maurizio accoglie gli ospiti nella suite Verdi del Grand Hotel et de Milan, dove il celebre compositore ha trascorso gli ultimi 20 anni della sua vita. Ed è qui, tra metri di seta e micro fantasie intramontabili, che le due generazioni del marchio festeggiano 106 anni di attività.

"Il nostro è un piccolo miracolo italiano - racconta entusiasta Maurizio all'Adnkronos -. Siamo alla quarta generazione, quest'anno festeggiamo 106 anni e pensare che tutto è nato e si è evoluto in 20 metri quadrati a Napoli". Era il 1914 quando suo nonno don Eugenio Marinella, appassionato di prodotti inglesi, apre bottega in piazza Vittoria, sulla Riviera di Chiaia di Napoli realizzando camicie e cravatte su misura. Da allora le cravatte Marinella sono diventate il modello di eleganza maschile per antonomasia. Internazionali, di qualità e senza tempo.

Instancabile, il signor Maurizio è oggi un uomo felice che porta avanti con cura e dedizione il suo lavoro: "La cravatta è un oggetto che subisce un percorso altalenante - spiega Maurizio - noi continuiamo con la stessa passione e la stessa emozione dal 1914. Apriamo alle 6.30 del mattino tutti i giorni dell'anno perché per noi è importante l'accoglienza e la riconoscenza verso i clienti". E che riconoscenza. In 106 anni le cravatte Marinella sono arrivate al collo dei più importanti personaggi del mondo.

Dai capi di Stato italiani alla famiglia Kennedy, a tutti i presidenti americani, passando per i francesi Chirac, Sarkozy, il principe Ranieri e Carlo d'Inghilterra. Fino ai presidenti russi, Gorbaciov e ora Putin. "A Natale sono andato a portare oltre 100 cravatte al presidente russo - dice Maurizio Marinella - per me questo lavoro è un orgoglio e un'emozione che si ripete ogni giorno e che mi fa vivere sempre una forte vibrazione. Del resto, senza tutte queste sollecitazioni non si potrebbe reggere questi ritmi".

Pur essendo sbarcato in ogni angolo del mondo, dagli States al Giappone, il marchio non ci pensa affatto a perdere il suo legame con la città natale: "Adesso stiamo facendo una piccola crescita nel mondo - rimarca Marinella - ma il legame forte resta con Napoli. Non abbiamo mai perso la nostra identità e il nostro senso di appartenenza. Ci sentiamo orgogliosi di essere italiani e napoletani ed è emozionante oggi essere apprezzati e riconosciuti anche dai grandi colossi stranieri".

Modello di eleganza maschile, savoir faire e made in Italy, la cravatta Marinella parla a tutte le generazioni: "Ci rivolgiamo ai ragazzi della finanza, ai politici e anche a giovani che si laureano, forse gli portiamo anche fortuna. Indossare la cravatta Marinella nel giorno della laurea è significativo".

Fermarsi? Macché. Maurizio è un vulcano di energia. "Noi continuiamo a divertirci, non siamo mai stati solo cravatta ma facciamo anche camicie, scarpe e profumi e una linea di pelletteria molto apprezzata soprattutto in Giappone. Sono davvero orgoglioso e felice di tutto quello che abbiamo fatto in questi anni".

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