Caraibi (Depositphotos)

I predoni “Carib” avrebbero invaso i Caraibi del nord nell’800 d.C., centinaia di anni prima, dunque, di quanto si pensasse.

Secondo un nuovo studio del Florida Museum of Natural History, ciò aggiungerebbe credibilità a quanto affermato da Cristoforo Colombo, secondo cui quando arrivò nel 1492, i “predoni cannibali” vivevano già sulle isole. Per anni gli archeologi hanno contestato quanto dichiarato da Colombo, ritenevano che non ci fossero prove che la comunità Carib si fosse mai avventurata più a nord della Guadalupa.

Gli esperti del Florida Museum of Natural History hanno esaminato i teschi dei primi abitanti dei Caraibi e tra loro hanno scoperto che alcuni appartenevano ai Carib, dimostrando che Colombo aveva ragione.

L’esploratore genovese affermò che i pacifici Arawak, che vivevano sulle isole, rimasero terrorizzati dai predoni Carib, affermarono che “rapivano le donne e praticavano il cannibalismo”. “Ho trascorso anni nel tentativo di dimostrare che Colombo aveva torto e invece aveva ragione”, ha ammesso William Keegan, ricercatore del museo.

Gli esperti hanno esaminato i teschi utilizzando tecniche all’avanguardia e hanno scoperto che effettivamente c’era una presenza considerevole dei Carib nei Caraibi ancor prima che arrivasse Colombo. Sono stati in grado di determinare la loro presenza poiché la comunità praticava al cranio delle modifiche artificiali, l’appiattivano per creare delle caratteristiche particolari. Ross e il suo team hanno confermato le teorie esistenti sulle due ondate migratorie dal Sud America ai Caraibi, ma hanno inoltre aggiunto una nuova terza ondata precedentemente ignota alla scienza.

Hanno esaminato i teschi e confermato che i primi coloni dei Caraibi provenivano dallo Yucatan, si trasferirono a Cuba e nelle Antille del Nord e “ciò supporta una precedente ipotesi basata su similitudini degli utensili di pietra”.

La seconda ondata arrivò dall’Arawak, si espansero a Cuba e le Bahamas tra l’800 e il 200 a.C. Intorno all’800 d.C., i Carib si spinsero a nord in Hispaniola e in Giamaica e poi nelle Bahamas, dove si erano ben stabiliti al momento dell’arrivo di Colombo. “I resti delle Bahamas, un tassello che mancava, sono fondamentali, cambieranno le prospettive sulle persone e la popolazione dei Caraibi”. Secondo Keegan, la scoperta pone fine a un enigma che lo ha perseguitato per anni: un tipo di ceramica nota come Meillacoid appare nell’Hispaniola nell’800 d.C., in Giamaica intorno al 900 d.C. e alle Bahamas intorno al 1000 d.C. “Una ceramica diversa, da associare all’espansione dei Carib”.

L’improvvisa apparizione della ceramica di Meillacoid corrisponde anche a un generale rimescolamento della popolazione dei Caraibi dopo un periodo di tranquillità di 1.000 anni, rappresenta un’ulteriore prova del fatto che “gli invasori Carib si spostavano”, ha affermato Keegan. Arawak e Carib erano nemici, ma prima che esplodessero delle faide di sangue vivevano spesso fianco a fianco, a volte c’erano anche dei matrimoni. “Forse praticavano il cannibalismo: è un ottimo sistema per spaventare i nemici. Che fosse o meno veritiera, la percezione europea che i Carib fossero cannibali ebbe un impatto immenso sulla storia della regione”.

“La monarchia spagnola ha inizialmente insistito affinché gli indigeni venissero pagati per il lavoro che svolgevano e trattati con rispetto, ma ha ribaltato la sua posizione dopo aver saputo che rifiutavano di convertirsi al cristianesimo e di smettere di mangiare carne umana”. Ciò ha portato la corona spagnola a dire:”se si comporteranno in questo modo saranno tutti ridotti in schiavitù”, ha concluso Keegan.

DI CATERINA GALLONI

 

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