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La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha avviato l’esame dell’Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, dall’altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016. A illustrare il testo la relatrice Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale) che segnala come la Fondazione sia stata ideata nel maggio 2010 nel corso del VI vertice tra l’Unione europea e i Paesi dell’America latina e dei Caraibi, e intenda porsi quale strumento di rafforzamento del partenariato strategico fra l’Unione europea e la Comunità di Stati latino-americani e dei Caraibi (Celac). Obiettivo è quello di favorire la conoscenza e la comprensione reciproche, di accrescere la visibilità di tali regioni e del partenariato che le lega, nonché di realizzare le priorità di cooperazione stabilite nei vertici tra l’Ue e la Celac, promuovendo altresì lo sviluppo di strategie comuni, l’organizzazione di conferenze, lo svolgimento di ricerche e studi, lo scambio e la costituzione di reti tra rappresentanti della società civile e altri attori.

L’Accordo – spiega la relatrice – fissa gli obiettivi, le norme e gli orientamenti generali che disciplinano l’attività, la struttura e il funzionamento della Fondazione, definita quale organizzazione internazionale di natura intergovernativa, istituita a norma del diritto internazionale pubblico, avente sede ad Amburgo. Membri della Fondazione sono l’Unione europea, gli Stati membri dell’Ue e i Paesi dell’America latina e dei Caraibi. La Fondazione gode di personalità giuridica internazionale e ha la capacità giuridica necessaria per la realizzazione dei suoi obiettivi e delle sue attività nel territorio di ciascuno dei suoi membri, potendo stipulare contratti, acquistare e cedere beni mobili e immobili e comparire in giudizio. L’Accordo definisce inoltre, quali obiettivi della Fondazione, quelli di rafforzare il partenariato strategico Celac-Ue, di favorire la conoscenza e la comprensione reciproche tra le due regioni, di accrescerne la visibilità, di promuoverne strategie comuni ed altre attività.

Tra le sue attività sono comprese iniziative, eventi e programmi di sensibilizzazione, l’avvio di studi, nonché lo scambio di conoscenze e buone prassi sulle tematiche affrontate nelle riunioni del partenariato. Vi si disciplinano la struttura e il finanziamento, prevedendo un Consiglio dei governatori, composto da rappresentanti di ciascuno dei membri, e a cui spettano le principali funzioni gestionali e decisionali dell’apparato, oltre che un Presidente e un Direttore esecutivo. Il Consiglio – evidenzia la relatrice – tiene almeno due riunioni ordinarie all’anno, a margine degli appuntamenti Celac-Ue a livello alti funzionari, e riunioni straordinarie, su richiesta del Presidente, del Direttore esecutivo o di un terzo dei suoi membri, ed opera in presenza di oltre la metà dei suoi membri. Il Presidente della Fondazione, nominato dal Consiglio dei Governatori per quattro anni, rinnovabili una sola volta, è una personalità nota e autorevole sia in America latina e nei Caraibi sia nell’Unione europea, ed esercita le proprie funzioni su base volontaria ma con diritto al rimborso di tutte le spese necessarie e debitamente giustificate.

La presidenza – aggiunge La Marca – viene esercitata a turno da un cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea e da un cittadino di uno Stato dell’America latina o dei Caraibi e se il Presidente designato proviene da uno Stato membro dell’Unione europea, il Direttore esecutivo nominato proverrà da uno Stato dell’America latina o dei Caraibi, e viceversa. Il Presidente rappresenta inoltre la Fondazione nelle sue relazioni esterne e ne assicura la visibilità. Al Direttore esecutivo, nominato anch’esso dal Consiglio dei governatori per un mandato di quattro anni, rinnovabile una sola volta e soggetto alle stesse regole di alternanza previste per la presidenza, spetta la gestione della Fondazione. Come rappresentante giuridico della struttura, elabora i programmi di lavoro, nomina e dirige il personale, redige ed esegue il bilancio, presenta al Consiglio dei governatori le relazioni periodiche, prepara le riunioni del Consiglio dei governatori e tiene i contatti con la società civile e le istituzioni coinvolte nell’attività della Fondazione.

L’Accordo disciplina anche il finanziamento della Fondazione, assicurato tramite contributi versati su base volontaria dai membri. La Germania fornisce, a proprie spese e nell’ambito del suo contributo finanziario, i locali che ospitano la sede della struttura e ne assicura la manutenzione, i servizi e le misure di sicurezza. Ulteriori articoli dell’Accordo disciplinano l’audit e la pubblicazione dei conti, la valutazione della Fondazione e i partenariati strategici che essa può istituire. Viene stabilito in particolare che la Fondazione abbia quattro partner strategici iniziali; da parte dell’Unione europea, l’Institut des Amériques in Francia e la regione Lombardia in Italia, mentre da parte dell’America latina e dei Caraibi, la Fundación Global Democracia y Desarrollo nella Repubblica dominicana e la Commissione economica per l’America latina e i Caraibi delle Nazioni Unite. È previsto altresì che la Fondazione possa istituire ulteriori partenariati con organizzazioni intergovernative, Stati ed enti pubblici o privati di entrambe le regioni, nel rispetto dell’equilibrio bi-regionale.

Da ultimo, l’Accordo disciplina i privilegi, le immunità e le lingue di lavoro della Fondazione, nonché le modalità di risoluzione delle controversie, di modifica, ratifica e adesione all’Accordo, regolandone altresì l’entrata in vigore, la durata, lo scioglimento e la liquidazione della Fondazione. Il disegno di legge di ratifica – ricorda La Marca – è già stato approvato all’unanimità dal Senato il 25 settembre scorso. Esso reca in particolare una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall’attuazione del provvedimento non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, salvo che non vi si faccia fronte con apposito provvedimento legislativo. La relatrice ne auspica pertanto l’approvazione, ricordando come esso si inserisce nella più ampia cornice delle relazioni bi-regionali tra l’Unione europea e un Continente, come il Sud America, caratterizzato da grandi e significative presenze di comunità di connazionali e di loro discendenti. L’esame si conclude e si trasmette il testo alle Commissioni competenti per l’espressione dei pareri.

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