Parliamo di basket, ne parliamo negli Stati Uniti, ma in italiano. Possibile? Assolutamente sì e per saperne di più si dovrà attendere soltanto il prossimo 4 febbraio, per la presentazione ufficiale. Dove? A New York ovviamente, nella sede della Italian Trade Commission (ICE). Una iniziativa che parte dalla volontà imprenditoriale italiana, lanciata in primis da Simone Barazzotto che nella vita di tutti i giorni si occupa di comunicazione e creatività attraverso lo Studio Barazzotto, del quale è titolare e amministratore unico.

Ecco allora la Italian Brands Basketball League (IBBL) dove la pallacanestro oltre oceano, ma con dna tricolore, diventerà il passe partout per lanciare le migliori strategie al fine di rendere popolare i nostri brand negli Stati Uniti. Il canestro come mezzo per rendere il made in Italy ancora più apprezzato e vincente. Barazzotto con la palla a spicchi ha una certa confidenza, infatti è anche presidente della Asd Basketartisti, quella che sui campi di gioco è la nazionale artisti e che alle sue spalle ha una lunga esperienza, vent'anni di vita.

Non si tratta di una piccola idea, perché la IBBL parte con grandi nomi, a cominciare dallo sponsor principale, i Fratelli Beretta, noti in tutto il mondo per i prodotti alimentari e che negli USA ha importanti coinvolgimenti. Il gruppo dei salumi italiani ha oltre 1300 dipendenti con un fatturato che supera i 750 milioni e tra Italia ed estero, States compresi ovviamente, può contare su 22 stabilimenti. E con queste garanzie la nuova lega vuole iniziare nella maniera più consona a quelle che sono le caratteristiche, di successo, di chi ne fa parte.

Ecco allora che la prima partita si giocherà addirittura al Barclays Center di Brooklyn, la casa dei Nets, quella che in questi ultimi anni è diventata la prima franchigia di New York, sorpassando i Knicks. Ma il team della IBBL è davvero di primo piano, infatti oltre ai Fratelli Beretta come gruppo, può annoverare gli imprenditori Paolo Beretta, Ottavio Missoni (Missoni Spa), Alessandro Schiatti (I Love Italian Food), Letizia Airos e Francesca Di Matteo (Your Italian Hub), Sebastiano Peluso (Discovery Italy), Alex Carini (Carini Group), Giacomo Buffa (Terre Alte).

Ma ci sono anche due grandi campioni che hanno voluto mettere il proprio nome, si tratta di un autentico mito italiano come Antonello Riva (chi ha qualche annetto non dimenticherà mai i suoi canestri) e Chris McNealy che oltre ad aver indossato la maglia dei Knicks, in Italia ha vissuto stagioni importanti a Desio, Bologna (sponda Fortitudo) poi ancora Montecatini. E con la coppia Riva-McNealy sembrerà davvero di rivivere gli anni d'oro del basket italiano e non c'è dubbio che con la loro esperienza e conoscenza profonda di uno degli sport più amati d'America, il made in Italy avrà la possibilità di raggiungere anche gli angoli più nascosti.

Si comincerà come detto dal Barclays Center, il 5 febbraio, giorno successivo al lancio della iniziativa, con un incontro tra la nazionale degli artisti e un IBBL NYC Dream Team. Una maniera per avvicinare il pubblico all'evento grazie anche alla partecipazione di altri nomi importanti a cominciare da Joe Bastianich, uno dei pilastri di Eataly in America, poi gli attori Roberto Ciufoli e Stefano Nosei. Un avvio sotto i grandi riflettori che abitualmente illuminano la NBA per poi trasferirsi, per la regular season della lega neonata, sugli storici campi di New York, i leggendari playground. Una partita al mese, almeno per ora, l'impegno degli organizzatori, ma non è detto che la nuova lega non trovi in fretta lo spazio per allargarsi e coinvolgere nuovi nomi e aziende perché alla fine il basket verrà usato per promuovere il made in Italy sul territorio americano.

Una maniera differente per portare il meglio dei nostri prodotti a contatto con quello che è il primo mercato al mondo. Perché ogni appuntamento, ogni partita, tutti gli eventi che avranno la sigla IBBL, saranno immessi nei canali di comunicazione più importanti degli USA al fine di rendere i brand che ne sono coinvolti più vicini al consumatore a stelle e strisce. Ma non ci sarà solo la promozione degli imprenditori e delle aziende che hanno creduto nel progetto, infatti è già stata annunciata anche una nuova iniziativa: l'organizzazione nei mesi estivi, luglio e agosto, di uno Junior Camp, sempre con il marchio Fratelli Beretta, che vuole coinvolgere i figli di manager, imprenditori e rappresentanti locali senza dimenticare che, a cominciare dal 2021, verranno offerte due borse di studio a quei giovani italiani che sognano di poter studiare e praticare il proprio sport preferito al di là dell'Oceano.

Di Marco Belinelli il primo e unico anello NBA

L'Italia e la NBA, una storia che nel terzo millennio si è arricchita di pagine memorabili. E il primo artefice, colui che che ha fatto la storia tricolore nel campionato di basket più importante e famoso al mondo è, senza alcun dubbio, Marco Belinelli, oggi guardia dei San Antonio Spurs. Nato a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna il 25 marzo 1986. Nel 2014 è diventato il primo (e finora unico) giocatore italiano a vincere un titolo NBA. Con la maglia sempre di San Antonio, il giocatore bolognese nel 2013-14 è stato protagonista di una stagione memorabile e nella stessa stagione è riuscito anche a conquistare, primo italiano di sempre, e finora non ancora eguagliato da nessun connazionale, a vincere la gara dei 3 punti all'All-Star Game.

Accanto al giocatore bolognese, Sergio Scariolo che, da vice coach di Toronto l'anno scorso ha ottenuto il titolo, a sua volta diventando il primo tecnico tricolore a salire sul gradino più alto della NBA. Ma ci sono stati anche altri giocatori italiani, che, in qualche modo hanno lasciato un'impronta nel mondo del basket americano. Non si può infatti dimenticare Andrea Bargnani che nel 2006 è diventato il primo giocatore europeo (e ovviamente anche italiano) a essere scelto con il numero 1 al Draft. Attualmente oltre a Belinelli, nella NBA giocano anche Andrea Gallinari e Nicolò Melli.

Friulano il primo straniero: Biasatti, giocò la gara d'apertura

Era appena finita la Seconda Guerra Mondiale e negli Stati Uniti cominciava quella che poi nei decenni è diventata la league di sport più importante al mondo, la NBA. Toronto contro New York, la prima indimenticabile pagina scritta l'1 novembre 1946. Canadesi contro i Knickerbockers (vinsero gli ospiti 68- 66 davanti a poco più di 7.000 persone) e nella squadra locale anche il primo straniero. Si chiamava Hank Biasatti, era nato nel Regno d'Italia, a Beano, frazione di Codroipo, oggi di appena 400 abitanti, in provincia di Udine. Biasatti era emigrato presto in Canada ed era cresciuto a Windsor, nell'Ontario.

Da lì nacque la sua passione per lo sport, cestista certo, ma anche giocatore di baseball professionista. Biasatti poi nel 1947 fu anche scelto dai Boston Celtics, al Draft, ma con la squadra che divenne una delle più importanti di sempre non ci giocò mai, preferendo tornare al baseball, la sua prima passione. Chiusa la carriera da giocatore, Biasatti rimase nel mondo dello sport, diventando manager di alcune squadre di baseball. Ma la conferma della grande duttilità di Biasatti si ebbe anche quando divenne tecnico, infatti allenò anche formazioni di basket. Morì a 74 anni negli Stati Uniti, a Dearborn per poi entrare, postumo nel 2001, anche nella Canadian Basketball Hall of Fame.

SANDRA ECHENIQUE

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