Viviamo in un’epoca tremendamente pessimista. Il futuro, che fino a non molti anni fa pareva promettere bene, è ora fonte d’ansia. Il terrore dell’apocalisse comincia a contagiare le frange estreme della moda. La mise che appare è la riposta di una designer di Los Angeles, Lucy McRae, convinta che stiamo per perdere tutto: la casa, il posto di lavoro e perfino - cosa che sembra preoccuparla in modo particolare - l’accesso ai social.

Il nuovo senzatetto della McRae porterà addosso tutto ciò che serva alla sopravvivenza, tranne - forse - la cucina. I cuscini, materasso e coperta permetteranno di dormire al caldo, il libro cartaceo allo stimolo intellettuale quando non si accederà più alla "rete". La maschera/cuscino sulla faccia invece deve sostituire alla protezione dal mondo esterno che ci dà lo smartphone, interponendosi tra noi e la realtà. Non richiede nemmeno il caricatore.

La designer dichiara di essersi ispirata agli "sherpa", le guide montanare dell’Himalaya che portano tutto l’occorrente giornaliero sulla schiena. Occorre dire che la proposta non è stata ricevuta bene dalla stampa specializzata. I commenti più generosi hanno paragonato il profilo dell’ensemble a quello del tacchino che gli americani ammazzano per il Giorno del Ringraziamento.

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