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Gentile signor Pier Felice degli Uberti, le scrivo per avere informazioni sul mio bisnonno, il signor Giuseppe Campanella Del Bono, nato tra il 1830-1835, figlio di Santiago Campanella e Teresa Del Bono, sposato con Paula Mazzuca, figlia di Antonio Mazzuca e Teresa Campanella. Sto cercando di scoprire da dove viene il mio bisnonno paterno. Mi potete aiutare? Sappiamo che è nato a Lavagna. Grazie mille per il suo tempo. Cordiali saluti Ana Campanella

Gentile Signora Ana Campanella, ho consultato il sito Antenati dove si possono trovare gli atti di stato civile (nascita, matrimonio e morte) conservati negli Archivi di Stato della Repubblica Italiana, ma guardando i documenti on line dell’Archivio di Stato di Genova dove devono trovarsi di documenti di Lavagna, ahimè, non ci sono ancora, quindi bisogna ogni tanto controllare su questo sito http://www.antenati.san.beniculturali.it/, ci vorrà tempo, ma alla fine si troverà tutto. Il mio consiglio in questo momento è scrivere all’Arcidiocesi di Genova – Archivio Storico e chiedere se gentilmente possono controllare negli atti di nascita e battesimo delle parrocchie di Lavagna se effettivamente il suo bisnonno è nato nel 1835 e da lì risalire indietro. Questa mancanza di dati certi non mi permette di fornire informazioni sul suo ramo familiare, quindi darò solo ragguagli generali riferiti al suo cognome.

Il significato del cognome Campanella dovrebbe derivare da soprannomi originati da caratteristiche del capostipite o perché il suo mestiere comportasse l'uso di campane o campanacci, o per la presenza di una campana in prossimità della sua abitazione. Il cognome Campanella è molto diffuso in tutta l'Italia: i ceppi più importanti sono in Sicilia, Puglia e Campania. In Italia ci sono ben 2526 famiglie che portano il cognome Campanella, sparse in 746 comuni. Nella Liguria dove si trova Lavagna, vi sono 188 famiglie. Il personaggio più importante di questo cognome è Tommaso Campanella, al secolo chiamato Giovan Domenico Campanella, noto anche con lo pseudonimo di Settimontano Squilla (Stilo, 5 settembre 1568 – Parigi, 21 maggio 1639), è stato un filosofo, teologo, poeta e frate domenicano italiano. Come detto nacque a Stilo, piccolo toponimo della Calabria Ulteriore, al secolo parte del Regno di Napoli (attualmente in provincia di Reggio Calabria), il 5 settembre del 1568, come egli stesso più volte afferma nei suoi scritti e come dichiarò il 23 novembre del 1599 nel carcere di Castel Nuovo a Napoli, al giudice Antonio Peri: «son di una terra chiamata Stilo in Calabria Ultra, mio padre si domanda Geronimo Campanella e mia madre Caterina Basile».

Fino al 1806 si conservava anche l'atto di battesimo nella parrocchia di San Biagio, borgo di Stilo, così redatto: «A dì 12 settembre 1568, battezzato Giovan Domenico Campanella figlio di Geronimo e Catarinella Martello, nato il giorno 5, da me D. Terentio Romano, parroco di S. Biaggio nel Borgo». Il padre era un ciabattino povero e analfabeta che non poteva permettersi di mandare i figli a scuola e Giovan Domenico ascoltava dalla finestra le lezioni del maestro del paese, segno precoce di quella voglia di conoscenza che non l'abbandonò per tutta la vita. Di rilievo anche Michele Campanella, nato a Genova il 1° maggio 1922, ufficiale di Pubblica Sicurezza. Deceduto il 2 giugno 2012. Sorpreso dall'armistizio mentre è militare a Spalato, il giovane riesce a rientrare in Italia e a raggiungere la sua città. Pochi giorni a casa e poi l'ingresso nella prima "banda" partigiana di Cichero, quella che è comandata da "Bisagno" (Aldo Gastaldi) e ha come commissario politico Giovanni Serbandini. Il terribile rastrellamento nazifascista dell'agosto 1944 è affrontato da Campanella come comandante di battaglione. "Gino" (questo il suo nome di battaglia), è incaricato di formare quella che, inizialmente, si chiamerà "Squadra volante Severino" e che opererà alla periferia di Genova, con frequenti puntate in città. Sarà "Gino", con i partigiani della sua Brigata, a raggiungere per primo, il 24 aprile 1945, il centro cittadino mentre i genovesi stanno insorgendo e sarà lo stesso generale americano Mark Wayne Clark che gli appunterà sul petto la "Bronze star".

Pier Felice degli Uberti

Presidente Istituto Araldico Genealogico Italiano

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