(foto depositphotos)

"Ho paura che la marea stia arrivando al suo picco. La speranza è che finalmente la parabola cominci a scendere e che i casi comincino a scemare fino ad azzerarsi. Anche questo, come per ogni dolore o avvenimento brutto deve fare il suo corso". Scrive così Roberta, tra i 35 italiani a bordo della Diamond Princess, la nave da crociera messa in quarantena per il coronavirus, ancora ferma nella baia di Yokohama, in Giappone. Parole affidate a Facebook, al diario che la donna, di Pozzallo in provincia di Ragusa, scrive col nom de plume, "Allegra Viandante". Il post è di stamattina, tra i passeggeri si è appena diffusa la notizia di 60 nuovi casi del virus arrivato dalla Cina. Il numero dei contagiati, dunque, è salito a 130. "Secondo il Japan Time altre 66 persone sono state infettate - scrive Roberta - aggiungendole alle 70 precedenti confermate arrivano a 136 in totale. I contagiati non sono di nuova contaminazione, ma sempre facenti parte dello stesso periodo di incubazione dei precedenti. Nel frattempo fuori in banchina si sono riversate nuovamente diverse ambulanze. Tante ambulanze". Posta foto, posta e video, Roberta, in uno si vede il personale sanitario giapponese - sei uomini in tuta bianca e cappucci schermati dalla testa ai piedi - che arriva per indagini e controlli. E scrive, per sdrammatizzare, per passare il tempo, racconta anche come il tempo trascorra a bordo della Diamond Princess, la "nave Lazzaretto", l’ha definita qualcuno. Coi pasti confezionati e consegnati nelle cabine, dove la gran parte dei passeggeri se ne sta confinata, e i test da fare ogni quattro ore. "Ogni anima su questa nave è provvista di un termometro personale da usare e auto testarsi ogni 4 ore - scrive Roberta - informando subito l’equipe medica, tramite apposito numero nel caso in cui la temperatura corporea superi i 37,5 gradi. La nave continua a ricevere ininterrottamente forniture di ogni tipo tra: cibo sicuro, medicinali per uso personale, salviette disinfettanti e maschere da cambiare almeno 2 volte al giorno". E intanto "si continua incessantemente a testare le persone, ad oggi altri 336 campioni sono stati prelevati", il Governo giapponese che ieri aveva inviato a bordo un gruppo di 28 persone, tra cui 14 (tra medici e biologi ) e 16 infermieri, per aiutare e sostenere professionalmente l’equipe medica già presente" oltre a forniture mediche, macchinari e medicine per i passeggeri, "sta prendendo molto sul serio questa situazione di crisi, così come la compagnia di crociera". Delle 3700 persone che viaggiano sulla Diamond Princess, 35 sono italiani, di cui 25 membri dell’equipaggio: nessuno di loro, stando anche a quanto scrive Roberta, è stato contagiato dal coronavirus. È italiano anche il comandante della nave, Gennaro Arma. Quarantacinque anni, è nato e vive in penisola sorrentina, dove, parenti e amici stanno seguendo non senza apprensione il susseguirsi delle notizie sulla nave contagiata dal coronavirus. Contattata da HuffPost qualche giorno fa, Mariana, moglie di Arma, ha chiesto rispetto per la privacy della famiglia, per lei, il marito, il loro bambino, ribadendo quanto già dichiarato all’Ansa: "Siamo un po’ in ansia, ma sereni. Sono in contatto con mio marito, certo, come accade sempre, credo sia normale". Siamo tranquilli, ripete ferma Mariana, "lui mi ha rassicurata rispetto al fatto la situazione a bordo è sotto controllo". La speranza, anche se la moglie del comandante preferisce non aggiungere altro, è che l’allarme coronavirus a bordo della Princess Diamond rientri, che tutta questa vicenda si concluda al più presto. Come scrive Roberta nel suo diario di viaggio: "Mi auguro che il peggio sia passato e che il "picco" all’interno di questa nostra realtà sia stato raggiunto per andare a scemare piano piano spegnendo questo focolare indesiderato. Credo sia inevitabile, proprio come il flusso e il riflusso del mare e le maree, come è anche quando si affrontano le circostanze della vita".

LUCIANA MATARESE

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