Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (depositphotos).

Siamo in mano a una banda di chiacchieroni. Parlo dell’Italia e spero che non mi arrestino. Col clima intollerante da polizia del pensiero (Orwell, 1984) che vige, tutto può succedere. Lo Stato non paga. Questo da solo basta per bloccare tutto. Hanno fatto leggi per sbloccare l’economia. Sono passati anni ma più di metà sono inapplicabili.

Hanno provato a fare riforme. Hanno partorito roba da quarta elementare. Intanto litigano furiosamente. Preferiscono il moralismo a stabilità e efficienza. Col risultato che il moralismo viene soffocato dal male universale e l’Italia affonda. Basterebbe un po’ di buona e efficiente amministrazione. Invece volano le ideologie già sconfitte dalla storia.

Chissà se personaggi come Renzi o Di Maio ricordano di aver studiato a scuola la Batracomiomachia, la guerra fra le rane e i topi. È un antichissimo poema satirico greco sui litigi inutili dei politici. Infatti la Grecia è finita colonia: dei macedoni dei romani dei turchi…

L’Italia è stata per mille anni colonia. Milano lo fu dell’Austria fino a un secolo fa. Oggi lo siamo della Germania. Viviamo alle spalle del Nord, tre di noi per un padano. Ma il Nord dipende dalle commesse tedesche. Vanno male i tedeschi soffriamo noi. Continuate cosi, finirà con una nuova Anschluss. È il resto d’Italia? Be’ fate un po’ voi.

Marco Benedetto

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