La discontinuità nell’amministrazione straordinaria avviata a dicembre -con la nomina del Commissario Giuseppe Leogrande- avvia lo spezzatino della compagnia aerea che in questi giorni ha cancellato più di cento voli da e per l’Italia in funzione di una domanda di mercato quasi azzeratasi per effetto del coronavirus. L’avvocato Leogrande ha proceduto alla pubblicazione del bando per la vendita di Alitalia sul sito dell’amministrazione straordinaria aprendo la fase delle manifestazioni di interesse che si concluderà alle ore 24 del prossimo 18 marzo.

Meno di due settimane per decidere i potenziali candidati. Leogrande ha strutturato il bando, con la consulenza di Rothschild, in modo da "considerare preferibili prima le offerte che avranno ad oggetto il Lotto unico e successivamente quelle che avranno a oggetto un lotto o più di un lotto" tra l’aviation (beni e rapporti per le attività di trasporto aereo), l’handling (cioè beni e rapporti giuridici per i servizi di assistenza a terra) e manutenzione (per le attività di manutenzione degli aeromobili).

È chiaro che l’auspicio del commissario e del governo è di vendere Alitalia per intero — in modo da spuntare maggiori tutele occupazionali per un vettore che conta 11.500 addetti — ma questi quasi tre anni di amministrazione straordinaria hanno dimostrato l’insussistenza di un venditore o di una cordata in grado di acquisirla in toto.

Lo scenario macro ha ora determinato l’impossibilità che ciò avvenga, con gran parte delle compagnie aeree in fortissima crisi tra richieste di cassa integrazione (proprio Alitalia ha fatto appena richiesto di cigs per 3960 addetti), richieste smaltimento ferie e transizioni gestite appiedando una parte del personale navigante (Cathay Pacific ed Emirates, solo per citarne alcune) a zero ore.

Ecco perché la speranza è che Lufthansa (o la possibile cordata Air France-Klm-Delta appartenenti allo stesso network SkyTeam come Alitalia) possano palesare il loro interesse non solo per la parte aviation (che conta 6.500 addetti) ma anche per una parte dell’handling (3000 addetti ) o la manutenzione (circa 2mila) che Leogrande considera come "preferibili" anche nel caso di "offerte interdipendenti presentate contestualmente da più soggetti ma volte alla realizzazione di un progetto industriale sinergico".

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