Giuseppe Conte (Depositphotos)

Tutti contenti? Neanche a dirlo. L'ultimo Dpcm varato dal governo, per provare a fronteggiare gli effetti della crisi economica provocata dal coronavirus, ha deluso (e non poco) alcuni governatori, toccando qualche nervo "scoperto" anche in seno all'Anci, l'associazione nazionale dei Comuni. Sotto accusa, manco a dirlo, è finito il fondo di solidarietà per il 2020. Come spiegato dal premier Conte, tale fondo ammonta a 6.199.513.364,88 euro, integrato di 332.031.465,41 euro, derivanti dall'ulteriore quota dell'Imu di spettanza dei Comuni, di cui 250 milioni già iscritti in bilancio. Di questa cifra, 4,3 miliardi, come annunciato dal premier Conte, saranno consegnati ai singoli enti locali come anticipo per far fronte alle difficoltà economiche dovute all'emergenza sanitaria. Ciascun municipio riceverà il proprio contributo, al netto delle detrazioni, in due rate che saranno corrisposte entro i mesi di maggio e ottobre 2020. La prima sarà pari al 66 per cento e la seconda al 34 per cento. "L'intervento del governo è stato tempestivo, presto vareremo nuove misure" hanno commentato, soddisfatti, i parlamentari del M5S. Di tutt'altro tenore i pareri di sindaci e presidenti di Regione. "Bene i 400 milioni per la prima fase ma credo che per dare una risposta più adeguata serva lo stanziamento di almeno 1 miliardo" ha detto a caldo il vicepresidente Anci Roberto Pella. Più duro il giudizio del governatore della Liguria, Giovanni Toti il quale ha parlato letteralmente di "spiccioli". E ci è andata giù dura anche la governatrice della regione Calabria, Jole Santelli, secondo cui si è trattato addirittura di una "messa in scena umiliante". Dal canto suo l'assessore al Bilancio e al Patrimonio del comune di Genova Pietro Piciocchi si è detto "indignato" perché "non abbiamo l'anello al naso" e nei fatti il Governo "si è limitato a pagare in anticipo alcune quote del fondo di solidarietà che erano già tutte nei bilanci dei Comuni". Severo, infine, è stato anche il giudizio del sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro: "Aspetto il Dpcm ma credo sia stata una caduta anche di stile spaventosa. Hanno fatto credere che c'è una montagna e non c'è neanche il topolino".

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