I criminali non dormono mai. Una triste realtà con la quale, dobbiamo fare i conti. Soprattutto in questo periodo difficile, quando molti cittadini sono più indifesi, gruppi organizzati di delinquenti di professione stanno approfittando delle misure di emergenza introdotte in Europa per combattere la pandemia di coronavirus. Stanno approfittando della chiusura di negozi e della scarsità di alcuni beni per attuare truffe e raggirare ignari cittadini. In un rapporto pubblicato recentemente, l’Europol, l'organizzazione che fornisce assistenza ai 27 Stati membri dell’Unione europea nella lotta contro la grande criminalità internazionale e il terrorismo, spiega come le circostanze attuali funzionino a beneficio dei criminali.

L’approvvigionamento di materiali indispensabili alla salute pubblica può inevitabilmente rappresentare un’opportunità nelle mani del crimine organizzato, secondo Europol. La carenza di determinati beni come indumenti protettivi e prodotti farmaceutici, dipendenti che lavorano da casa e si affidano a connessioni informatiche, ma anche solo l’aumento della paura e dell'ansia sono fattori e occasioni che possono rendere le persone più vulnerabili al crimine. Le restrizioni della vita pubblica poi, rendono meno visibile l'attività criminale."Mentre molte persone sono impegnate nella lotta a questa crisi, paradossalmente ad aiutare le vittime, ci sono anche criminali che sono rapidissimi a cogliere le opportunità per sfruttare la crisi", ha commentato Catherine De Bolle, direttore di Europol.

"Questo è inaccettabile: le attività criminali durante una crisi che coinvolge la salute pubblica sono particolarmente minacciose e possono comportare rischi reali per la vita umana. Ecco perché è più che mai importante rafforzare la lotta contro la criminalità. Europol e i suoi partner delle forze dell'ordine stanno collaborando a stretto contatto per garantire la salute e la sicurezza di tutti i cittadini". Parole preoccupate, quelle del primo dirigente di Europol. Ed è largamente comprensibile la preoccupazione dei vertici dell’Istituzione europea. Le attività criminali messe in atto in questo ultimo periodo interessano moltissime campi umani. Vediamo quali.

CRIMINALITÀ INFORMATICA

I criminali sfruttano l'ansia dei cittadini preoccupati. Questi ultimi, sono naturalmente portati a manifestare maggiore interesse per le notizie sull'epidemia. Criminali informatici allora ne approfittano per diffondere malware tramite messaggi sui social media e Internet. Al momento molto popolare è l'uso del ransomware per bloccare il computer o la rete della vittima fino al pagamento del riscatto. Una "vittima" eccellente è stata recentemente l'ospedale dell'Università di Brno nella Repubblica Ceca.

FRODE

Tutte le tecniche per frodare comuni vengono aggiornate dai criminali per adattarsi alle nuove circostanze. Truffe di decontaminazione, frodi telefoniche e truffe di approvvigionamento, in queste settimane si sono viste tutte, avverte il rapporto Europol. In un caso indagato dall’istituzione di polizia europea, una società ha pagato 6,6 milioni di euro per gel alcolici e maschere protettive che non si sono mai materializzate. Una truffa enorme.

MERCI CONTRAFFATTE

Le carenze di alcuni prodotti vitali creano aperture per i truffatori che offrono merci contraffatte, come le 34.000 maschere chirurgiche contraffatte sequestrate dalla polizia all'inizio di marzo.

CRIMINI DI PROPRIETÀ

In genere, i criminali si fingono rappresentanti delle autorità pubbliche per ottenere l'accesso a locali e realizzare furti con scasso di proprietà commerciali e, sempre più, strutture mediche. I criminali sfruttano anche l'ansia pubblica proponendosi come personale medico per ottenere l'ingresso in case private con il pretesto di offrire informazioni sulla salute o di eseguire un "test corona" falso. "Nonostante l'introduzione di ulteriori misure di quarantena in tutta Europa, la minaccia criminale rimane dinamica e i tipi di attività criminali nuove o adattate continueranno ad emergere durante la crisi e le sue conseguenze", afferma l'organizzazione. "La polizia lavora in modo proattivo e reattivo. In quasi tutti i paesi – afferma la dirigente Catherine De Bolle -ci sono cyber unità e accordi di cooperazione tra governi e società private. Chiunque abbia un problema deve certamente segnalarlo e ci sarà un'indagine".

Margareth Porpiglia

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