(foto depositphotos)

Sono all'improvviso diventate preziosissime, introvabili e quando ci sono vengono vendute a prezzi assurdi, come se fosse oro. Sono le mascherine. E come in tutto il mondo, a cominciare dall'Italia, anche negli Stati Uniti sono protagoniste di grandi polemiche. Prima di tutto perchè non ce ne sono proprio più dai rivenditori abituali, esaurite e fuori stock. Ma c'è anche il sospetto, anzi qualche cosa in più, che la verità potrebbe essere anche un'altra. Ma in questo 'giallo' delle mascherine, la precedenza ce l'hanno i New England Patriots. La franchigia più vincente del football americano della NFL, dominatrice del Terzo Millennio, uno dei simboli di Boston, che dalla prossima stagione non avrà più la superstar Tom Brady, ha deciso di chiudere la propria carriera a Tampa coi Buccaneers. Ma questa è un'altra storia. Adesso si parla solo del gesto umanitario di Robert Kraft, il proprietario dei Patriots, che ha mandato l'aereo della squadra in Cina, a Shenzhen, a caricare 1,2 milioni di preziosissime mascherine N95. Un autentico blitz dal momento che l'aeronave, un Boeing 767, che di solito trasporta giocatori, dirigenti in giro per gli States, durante la stagione del football, ha avuto solo l'autorizzazione di rimanere sul suolo cinese tre ore per caricare la merce e portarle negli States. Qui 900.000 mascherine sono state donate allo stato del Massachusetts, 200.000 a New York e 100.000 nel Rhode Island. Dono di Robert Kraft. E dire, ma in questo caso si tratta sempre e solo della solita politica che non si ferma nemmeno davanti alle tragedie, che c'è stata una giornalista, Jemele Hill, una volta celebre ora non più, che per cercare di ritrovare un po' di notorietà ha accusato Kraft di essere amico di Donald Trump... Intanto Robert Kraft non ha specificato quanto gli sia costato il blitz, ma si parla di diversi milioni di dollari. Adesso quelle mascherine serviranno a ospedali, primi soccorritori. "Per la nostra famiglia - il messaggio di Kraft - è stato un onore poter far parte di questa missione umanitaria. Sapevamo che l'acquisto di mascherine N95 e l'impiego dell'aereo dei Patriots per accelerarne la consegna agli ospedali, avrebbe contribuito immediatamente a proteggere i nostri coraggiosi professionisti sanitari. Molteplici organizzazioni del settore pubblico e privato, tutte in stretto contatto con il Governatore del Massachusetts Charlie Baker, hanno lavorato assieme per portare a termine questa missione con l'obiettivo di aiutare e salvare vite umane. Spero davvero che in questo modo si possa in qualche modo ispirare gli altri a trovare modi creativi per dare un maggiore sostegno ai nostri medici, infermieri, primi soccorritori. È bello potersi prendere cura di coloro che ci forniscono una assistenza così compassionevole". Una iniziativa importante per gli Stati Uniti nella durissima lotta al Coronavirus, ma che quasi contemporaneamente all'atterraggio a Boston dell'aereo dei Patriots, ha visto ancora una volta le mascherine protagoniste, ma in un senso completamente opposto alla missione sostenuta da Mr. Kraft. Infatti dalla Florida, Jared Moskowitz, direttore dell'Emergency Management, ha accusato la 3M, il colosso americano che produce anche mascherine N95, di privilegiare le commesse degli stati esteri, a danno degli USA che ne hanno un assoluto bisogno. "Abbiamo inseguito i fantasmi - ha dichiarato Moskowitz - nelle ultime settimane sono stati contattati distributori, intermediari autorizzati della 3M riuscendo però solo ad arrivare a magazzini vuoti. Ci hanno detto che i nostri ordini erano sugli aerei cargo, ma i voli non comparivano nemmeno". Così il capo dell'emergenza in Florida, incarico avuto direttamente dal Governatore Ron DeSantis, ha dichiarato di essere andato a fondo alla questione per rimanere scioccato alla scoperta che per gli ordini erano privilegiati gli stati esteri. "È stato difficile confrontarmi con l'idea che una azienda americana vendeva le mascherine lontano dai nostri ospedali, dai nostri medici, lontano dagli eroi che stanno in prima linea. Quello che chiedo è di indagare su quella che considero una attività criminale". E le ripercussioni sono state immediate a cominciare dalla Casa Bianca. Con un tweet il presidente Donald Trump ha minacciato la 3M: "Pagheranno un duro prezzo". Aggiungendo anche la richiesta di interrompere le esportazioni. Parole, soprattutto queste ultime che hanno provocato al risposta della multinazionale che ha la propria sede a Saint Paul, nel Minnesota. "Fermare l'export potrebbe diminuire la disponibilità di questi equipaggiamenti protettivi negli Stati Uniti".

SANDRA ECHENIQUE

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