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Molti Paesi europei studiano un allentamento delle restrizioni e si preparano alla fase 2. Praga pensa di togliere il divieto di viaggi all’estero, in Austria via libera a hotel e ristoranti per metà maggio. In Danimarca si studia come riaprire le scuole. Se l’emergenza in Cina è ormai alle spalle, molti governi UE stanno pensando di allentare le restrizioni a fronte di un contagio che diminuisce. Certo la diffusione del virus non e’stata e non e’la stessa in tutti i paesi europei. In alcuni, come in Italia, Spagna e Francia le vittime e i contagi sono esplosi da subito raggiungendo numeri altissimi. In altri paesi, come Germania, Norvegia e Danimarca i contagi e le morti sono certamente più contenuti. Ed è per questo che ora quegli stessi paesi stanno pensando a una graduale riapertura.

Belgio e Finlandia hanno incaricato delle commissioni scientifiche e tecniche per impostare nel dettaglio l’uscita dalla quarantena, pur non avendo ancora ufficialmente annunciato date. In Austria il cancelliere Sebastian Kurz ha ribadito che le restrizioni per l’isolamento delle persone sono prorogate a fine aprile ma ha anche detto che dal 14 aprile saranno allentate alcune misure di contenimento per una lenta ripartenza. L'intera macchina del commercio dovrebbe riprendere dai primi giorni di maggio e successivamente anche esercizi come parrucchieri, barbieri e centri estetici torneranno ad operare nella normalità. A metà maggio potrebbero riprendere le attività alberghiere e di ristorazione. L'Austria, che ha registrato in totale 243 vittime, ha comunque deciso di prorogare i controlli sanitari alle frontiere con Italia, Germania, Svizzera e Liechtenstein fino ad almeno il 27 aprile.

Anche la Danimarca sta pianificando di allentare le restrizioni. Se il numero dei casi confermati dovesse rimanere stabile nei prossimi giorni, a partire dal 15 aprile potrebbero essere riaperte le scuole materne ed elementari per gli alunni fino a 11 anni. la prima ministra Mette Frederiksen ha stabilito la riapertura delle scuole primarie dal 15 aprile, pur sottolineando: "La nostra strategia non si basa sull’immunità di gregge e io non credo che torneremo alla Danimarca che conoscevamo prima del coronavirus, ma è altrettanto importante che non teniamo il paese chiuso più a lungo di quanto necessario". Rimarranno invece chiusi ristoranti, bar e caffè oltre a chiese, biblioteche, impianti sportivi e centri commerciali almeno fino al 10 maggio. La Danimarca manterrà in vigore fino a quella data anche i controlli alle frontiere e il divieto di assembramenti di più di dieci persone.

In Repubblica Ceca il governo ha annunciato che il Paese è pronto ad allentare gradualmente alcune restrizioni. Secondo i dati pubblicati dal ministero della Sanità la Repubblica Ceca ha registrato 4.591 persone infette e solo 72 decessi. Numeri incoraggianti che fanno ben sperare. Il ministro dell'Interno Jan Hamacek, che dirige il comitato di crisi governativo, ha riferito che proporrà di annullare il divieto per i cechi di viaggiare all'estero a partire dal 14 aprile. I controlli alle frontiere rimarranno in vigore e le persone saranno autorizzate a viaggiare solo in base a norme specifiche che devono ancora essere concordate. Le restrizioni ai movimenti all'interno del Paese non saranno invece allentate per Pasqua. Il ministro della sanità Adam Vojtech ha riferito che il governo è anche pronto a discutere una proposta per consentire la riapertura di piccoli negozi, a seconda della piega che prenderà l'epidemia.

Misure di allentamento sono previste a breve anche in Norvegia, dove il ministro della Sanità Bent Hoeie ha annunciato che l’epidemia è «sotto controllo», visto che l’indice di trasmissione del virus è sceso da 2,5 (prima del severo lockdown adottato) a 0,7. Il che significa che, mentre prima una persona positiva al coronavirus ne infettava in media 2,5, oggi ne contagia 0,7. «Possiamo riaprire la società poco a poco», ha detto la premier Erna Solberg. Dunque gli asili riapriranno tra il 20 e il 27 aprile, le scuole dal 27 in poi; dal 20 aprile i norvegesi potranno spostarsi anche nelle case di montagna. Eventi sportivi, festival e altre manifestazioni culturali continueranno a essere banditi però fino al 15 giugno, resterà ampio il ricorso allo smart working e rimarranno in vigore le misure di prevenzione del contagio.

Quanto alla Germania, la cancelliera Merkel ha chiarito all’inizio della settimana che le restrizioni sulla libertà di movimento e lo stop alle attività produttive decisi il 22 marzo rimarranno in vigore almeno fino al 19 aprile e che è troppo presto per parlare di allentamento. Il Paese registra oggi oltre 103mila casi e più di 1800 morti. Tuttavia sembrerebbe che i tedeschi stiano pianificando un graduale ritorno alla normalità. Si ripartirebbe con misure obbligatorie come: indossare mascherine in pubblico, limitare gli assembramenti e capacità di individuare rapidamente le catene di contagio. Per adesso il paese europeo con maggiore cautela sembra essere proprio l’Italia. Riapertura possibile ma a scaglioni e livelli di controlli altissimi.

StopCovid: i governi europei lavorano su un’applicazione per limitare la diffusione del virus

Limitare la diffusione del virus identificando le catene di trasmissione. StopCovid, sarà questa l’arma che i paesi europei utilizzeranno per avviare la cosiddetta "fase 2". La fase cioè della ripartenza. Francia, Belgio Germania, Spagna e anche l’Italia stanno lavorando allo sviluppo di un'applicazione che è parte del progetto chiamato "StopCovid". L'idea sarebbe quella di utilizzare un’ applicazione per mettere in guardia le persone che sono state in contatto con un paziente che si è rivelato positivo in modo che possano essere testati subito ed eventualmente messi in quarantena.

Il segretario di Stato francese Cédric in un'intervista a Le Monde non ha dubbi sulla validità del progetto. L’applicazione- dichiara Cédric- viene installata volontariamente e funziona bene. Quando due persone si incontrano e si trovano a distanza ravvicinata, il telefono cellulare di uno registra i riferimenti dell'altro nella sua storia. Se viene dichiarato un caso positivo, quelli che sono stati in contatto con quella persona vengono avvisati automaticamente".

Lo sviluppo dell’applicazione, che utilizza la tecnologia di scambio dati Bluetooth, è al centro di un progetto europeo guidato da Germania, Francia e Svizzera. Gli esperti giurano che l'applicazione non utilizzerà il sistema GPS per individuare gli spostamenti delle persone ma ripercorrerà solo la storia delle relazioni sociali che si sono svolte nei giorni precedenti, senza consentire alcuna consultazione esterna o trasmissione di dati.

La task force di scienziati e tecnici è al lavoro da giorni per sviluppare il prototipo, ma potrebbero volerci tre o sei settimane per svilupparlo. Un progetto promettente che potrebbe davvero essere di aiuto ai governi per avviare la tanto richiesta riapertura.

MARGARETH PORPIGLIA

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