Antonella Cavallari

E’ grazie ad una intuizione dell’allora Ministro degli Affari Esteri Amintore Fanfani, che dal 1966 l’Istituto Italo Latino- Americano si è imposto come "strumento di stimolo e potenziamento delle relazioni tra l’Italia (l’Europa) e l’America Latina". Un lungo percorso all’insegna della collaborazione che ha prodotto la sottoscrizione di una notevole entità di accordi-quadro con prestigiose Fondazioni, Università e Associazioni, nonché con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il quale ha realizzato le Conferenze Italia-America Latina e Caraibi, e con Camera e Senato per il Foro Parlamentare Italo-Latino americano.

Numerose anche le iniziative di carattere culturale, come gli incontri con gli artisti tra i più significativi di quest’area (citiamo per tutti Jorge Amado, Mario Vargas Llosa, Luis Borges), le mostre che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’Istituto, come quella sui "Tremila anni di pittura peruviana", ed anche la musica è stata ampiamente valorizzata con la pubblicazione del primo storico LP di Astor Piazzolla. L’elenco di seminari, convegni anche su temi di grande attualità come l’energia, la medicina, l’ambiente, organizzati nel corso di oltre 50 anni di attività, sarebbe infinito, così come non può essere dimenticato, "il ruolo di facilitatore del dialogo politico, da sempre svolto da questa Organizzazione, come nella prima riunione del Gruppo di Rio con l’Europa, che l’IILA ospitò nel 1990".

Nel 2017 l’IILA, nel corso delle celebrazioni per i suoi 50 anni, ha voluto sottolineare tre momenti che hanno caratterizzato la sua storia: "1° giugno 1966, firma da parte dei Rappresentanti dei governi dei 21 paesi membri, della Convenzione internazionale istitutiva; 11 dicembre 1966, ratifica della Convenzione da parte del Parlamento italiano e di molti dei Parlamenti latinoamericani; 1° giugno 1967, inaugurazione della sede ‘storica’ da parte delle autorità dell’epoca, il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, il Presidente del Consiglio Aldo Moro, il Ministro degli Esteri Amintore Fanfani, e i 20 Ambasciatori dei paesi latinoamericani membri". Sempre in occasione delle celebrazioni per i 50 anni di attività, i membri dell’IILA sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e da Papa Francesco.

Grande attenzione, inoltre, verso i giovani latino-americani cui sono dedicate significative opportunità professionali. E’ stato infatti pubblicato il bando per le borse di studio post lauream (in collaborazione con il MAECI) per l’anno 2021; per gli interessati, ogni altra informazione è presente sul sito www.iila.org Infine, da poche settimane, l’IILA ha un nuovo Segretario generale: Antonella Cavallari, profonda conoscitrice della realtà Sud americana. Tra i suoi primi impegni, la visita in Uruguay in occasione dell’insediamento del Presidente Luis Lacalle Pou, e successivamente in Paraguay. Poi, l’emergenza coronavirus ha forzatamente rallentato l’azione dell’Istituto, che comunque non si ferma. Prima di conoscere i progetti messi in campo da Antonella Cavallari, lasciamo alle sue parole il racconto dei vari incarichi che nel corso degli anni l’hanno portata a conoscere (e ad amare) i vari Paesi di questa parte di mondo.

"Sono ormai più di quindici anni che il mio percorso professionale ruota in qualche misura attorno all’America latina: tornando indietro nel tempo, già dal 2006 quale capo segreteria del Vice Ministro per gli italiani all’estero, Franco Danieli, cominciai a viaggiare molto nella Regione per conoscere le nostre collettività, lì certamente più numerose che altrove e a comprendere quindi l’importanza per l’Italia di questa risorsa unica. Poi rimasi come capo segreteria del Sottosegretario Vincenzo Scotti, che aveva la delega proprio per l’America Latina, e con lui i viaggi continuarono ancor più numerosi e la conoscenza si approfondì. Terminata questa esperienza, ho seguito mio marito in Brasile, dove era stato nominato ambasciatore, una fase nuova e molto importante per me, che mi diede il tempo e il modo di osservare la realtà di quel paese, d cui sono veramente innamorata, con occhi diversi. Tornata in servizio, ho ricoperto il ruolo di ambasciatore in Paraguay, altro paese che ho amato moltissimo e dove conservo carissimi amici. Infine, fino a qualche mese fa, ho svolto le funzioni di Direttore per l’America Latina al MAECI, una posizione privilegiata per poter non solo osservare e conoscere, ma anche in una certa misura influire sul nostro rapporto con la Regione. Un lavoro che ho veramente molto amato".

Il Sottosegretario agli Esteri, Marina Sereni, oltre a ricordare questa sua forte esperienza nell’area latinoamericana e caraibica, ha parlato anche di “passione che ne rafforza la capacità d’azione”: come nasce questa particolare passione per quest’area?

"Direi dall’esperienza maturata negli anni, di cui ho appena parlato, ma anche e soprattutto dalla grandissima empatia che avverto nei confronti degli amici latinoamericani. Il rapporto umano, e di conseguenza quello professionale, è per me molto facile oltre che stimolante. E poi parliamo di una Regione di una bellezza infinita, dove la natura offre spettacoli davvero mozzafiato (da preservare assolutamente!), con una cultura, in particolare musicale, ricca e divertente, allegra ma non per questo meno profonda".

Oggi, forte di questa esperienza, come pensa di caratterizzare questo suo incarico all’IILA per garantire una maggiore visibilità a questo già prestigioso Istituto?

"La mia idea è quella di continuare il rilancio e la trasformazione di questa istituzione, unica nel suo genere, adattandola ai tempi, migliorando e modernizzando la comunicazione, moltiplicando le occasioni di incontro con le autorità latinoamericane. Avevo molto ben cominciato a inizio marzo, quando ho partecipato all’insediamento del Presidente uruguaiano Lacalle Pou e ho visitato ufficialmente il Paraguay che detiene ora la presidenza pro tempore della nostra organizzazione, nonché aumentando il livello di partecipazione e il coinvolgimento degli altri 20 Stati membri. Ho infatti preparato per i nostri delegati, gli ambasciatori di ciascuno dei 20 paesi latinoamericani membri dell’IILA, un accurato programma di lavoro che purtroppo non ho fatto in tempo a presentare personalmente a causa del blocco delle attività imposto dal coronavirus, ma che ho condiviso per mail in modo da discuterlo adeguatamente in occasione del prossimo Consiglio. Si tratta sia di una nuova metodologia di lavoro e di utilizzo delle risorse umane che di nuovi contenuti, che dovranno privilegiare la concentrazione attorno a temi centrali che ritengo di importanza fondamentale per l’Italia e per la Regione nel suo complesso, a maggior ragione ora che il mondo si trova di fronte all’enorme sfida della ricostruzione delle economie nel post-pandemia. Penso innanzitutto ai progetti legati alla protezione dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile (con particolare attenzione per agricoltura e PMI), all’ineludibile contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, alla necessità di migliorare la digitalizzazione e il ricorso alle nuove tecnologie".

A proposito di progetti, ha già delineato quali saranno i prossimi eventi, le iniziative che intende attivare?

"Sì, certo. Il programma di lavoro cui accennavo contiene anche progetti concreti, individuati con l’ausilio delle nostre Segreterie tematiche. Per ognuna di esse abbiamo individuato un ‘progetto bandiera’: la Segreteria socio-economica si concentrerà sulla diffusione del progetto di città verdi in America Latina, in collaborazione con le nostre grandi imprese del settore già attive in tale direzione (Enel, Terna, ecc.) e con l’organizzazione della pre-COP, quella culturale su una grande mostra dedicata al cammino che gli antichi Inca tracciarono centinaia di anni fa attraverso sei paesi andini, il Qaphac Nan, simbolo di integrazione e ricchezza antropologica e culturale della Regione, e infine la Segreteria scientifica approfondirà soprattutto le relazioni con il CERN e l’Istituto di Fisica di Trieste per aumentare le possibilità di formazione per gli studenti latinoamericani. Vi saranno poi molte altre iniziative, pubblicheremo tutto sul nostro sito wwww.iila.org oltre ad annunciarle attraverso le reti sociali e interviste, proprio per dare alla nostra azione la visibilità che merita. Inoltre, stiamo lavorando molto intensamente con l’UE, visto che da quest’anno l’IILA è ente delegato per la cooperazione europea, cioè possiamo gestire direttamente progetti e programmi finanziati dalla Direzione di Cooperazione europea (DEVCO), anche per utilizzare alcuni programmi in funzione delle esigenze connesse alla lotta contro il coronavirus. Ricordo a tal proposito il progetto Red Calle, che interessa Uruguay, Paraguay, Brasile, Cile, Colombia e Costa Rica, per la cura dei senzatetto di fronte all’emergenza Covid e gli scambi di buone pratiche per la gestione dei penitenziari in questa delicata fase (El PACCTO, che coinvolge 18 paesi), per lo studio di misure sociali appropriate (EUROSCIAL +) e per il controllo delle frontiere (EUROFRONT, in quattro frontiere emblematiche del cono sud)".

La Gente d’Italia sarà presto presente anche nelle edicole argentine con il settimanale “Perfil”, avete in programma progetti, iniziative mirate per questo Paese?

"Certamente, abbiamo progetti per la formazione scientifica, per le PMI e nel settore del contrasto alla criminalità organizzata. Spero poi che l’Argentina voglia partecipare in particolare all’iniziativa ‘città verdi’ di cui ho parlato prima".

Infine, è doveroso ricordare che per la prima volta, in 54 anni di storia dell’Istituto, è stata scelta una donna come Segretario generale… una doppia soddisfazione…

"Devo dire che sono sempre stata abbastanza restia al discorso sulle quote, penso che le persone vadano giudicate e scelte per i meriti, e sono convinta che la decisione del Ministro Di Maio, a seguito comunque di una apposita, rigorosa procedura di selezione, sia stata presa su questa base. Ma il fatto che io sia una donna aggiunge senza dubbio alla mia nomina la forza di un segnale importante per la quotidiana affermazione della capacità femminile ad occupare posizioni di rilievo. E di questo, naturalmente, sono particolarmente fiera e contenta. Tra l’altro sto dedicando molta attenzione, in maniera trasversale in tutti i progetti, al tema dell’empowerment femminile, ottimamente assistita da un’equipe tutta al femminile: sono infatti donne le tre titolari delle Segreterie tematiche. Per fortuna il mio Direttore esecutivo, un capacissimo funzionario, ha anche un ottimo carattere e non soffre affatto di maschilismo!"

di GIOVANNA CHIARILLI

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