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Nell’ambito dell'Osservatorio di politica internazionale, è stato pubblicato l'Approfondimento numero 155: "America Latina: nuove tendenze in atto, vecchia e nuova emigrazione italiana, marzo 2020", a cura del CeSPI - Centro studi di politica internazionale. Lo studio esamina gli aspetti sociali, politici ed anche geopolitici dell'emigrazione - in particolare dalla Spagna e dall'Italia - verso l'America Latina; le possibilità dell'Italia tra export, nuovi parametri delle rimesse e PMI; l'attrazione esercitata dai Paesi dell'area sui "cervelli in fuga"; le criticità all'origine della scarsa attrattività del nostro Paese sui giovani cittadini istruiti. "Il fenomeno dell’emigrazione italiana merita un’attenta considerazione per due ragioni importanti: è un fenomeno strutturale e significativo in termini quantitativi (basti dire che, confrontando i dati degli ingressi degli ultimi anni e quelli delle partenze dall’Italia, si riscontra un sostanziale equilibrio: gli immigrati in Italia risultano compensare gli emigrati che lasciano il nostro paese, e il numero assoluto degli italiani residenti all’estero – 5.288.281 – risulta essere ancora leggermente superiore a quello degli immigrati residenti in Italia – 5.255.503 –); presenta caratteristiche inedite rispetto al passato, con riferimento in particolare al caso dell’America Latina", si legge nella premessa dello studio. Un esempio emblematico dei nuovi profili migratori è costituito dagli italiani del Brasile che emigrano in Australia con più facilità rispetto ai brasiliani, il che crea un interesse particolare, in un contesto di crisi come l’attuale, ad ottenere la cittadinanza italiana come strumento per proiettarsi altrove, diversamente che nel passato. Tutto ciò implica la necessità di comprendere meglio quel che sta avvenendo in modo da predisporre strategie di policy adeguate alle trasformazioni in atto". "Una breve descrizione della geografia degli spostamenti permette di evidenziare come siano soprattutto giovani e famiglie a partire dall’Italia, più dalle regioni meridionali e dalle isole dell’Italia (48,9%) che dal Centro (15,6%) e dal Nord (35,5%), tre macro-regioni in cui risiede attualmente rispettivamente il 34,1%, il 19,9% e il 46% della popolazione. I registri dell’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) mostrano che si emigra prevalentemente in Europa e in America Latina (dove in Brasile si registra una emigrazione molto trasversale alle fasce d’età, seppure con una prevalenza di chi ha dai 50 anni in su)", si legge ancora nell’introduzione al documento . Suddiviso in 10 paragrafi, dopo la presentazione dei dati generali, lo studio presenta la "Geografia degli spostamenti", propone una "Lettura sociale e politica dei dati in America Latina" per poi soffermarsi su "La partita geopolitica della Spagna di Sanchez e la mancata competizione italiana". Si riflette poi su "La partita geopolitica che l’Italia non gioca, come potrebbe, in Sud America" e su "Le possibilità dell’Italia tra export, nuovi parametri delle rimesse e PMI". Lo studio approfondisce poi i "Legami culturali e attrazione degli altamente scolarizzati e dei "cervelli in fuga"", il tema degli "Italiani del Brasile che emigrano in Australia", per chiudere con "Non tutto è perduto: attrarre giovani studenti" e il paragrafo su "Il deficit di visione politica e progettazione strutturale di lungo periodo". L'Osservatorio di politica internazionale è un progetto di collaborazione tra Senato, Camera e Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, che si avvale del contributo di Istituti di studi internazionalistici per la realizzazione di studi e documentazioni a supporto dell'attività parlamentare.

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