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Robert Gallo ne è certo: il vaccino per la polio “funzionerà. E fermerà l’epidemia” da coronavirus.  “Sono pronto a giocarmi la carriera”, ha spiegato il direttore dell’Institute of Human Virology dell’University of Maryland. Il virologo ha ammesso di essere in attesa delle “ultime valutazioni” e ha tracciato la rotta per i test: “Dovremmo partire fra un mese e mezzo”.

Può destare sorpresa la scelta di usare un vaccino ideato contro un’altra infezione ma, come ha sottolineato il virologo, “alcuni vaccini sono efficaci non solo direttamente contro le malattie per le quali sono studiati”. Infatti, ha ricordato Gallo, quando in Russia negli anni Settanta “si effettuò una campagna di vaccinazioni anti-polio a tappeto”, nella stagione invernale successiva “non si verificarono o quasi casi di influenza” e la stessa osservazione è stata fatta a Singapore con l’influenza stagionale.

Per avvalorare la sua teoria, l’esperto ha spiegato che il Covid-19, esattamente come la polio e l’influenza, “sono causati da virus con un genoma a base di Rna”. Per questo motivo, ha aggiunto, “è plausibile che un vaccino stimoli il sistema immunitario ad agire non solo sull’uno, ma anche sugli altri. Sono convinto che funzionerà“.

In merito agli altri vaccini attualmente in fase di sviluppo in varie parti del mondo, Gallo si è dimostrato scettico per due motivi: il primo è che “la proteina spike, ovvero la punta della corona che vediamo all’esterno del coronavirus e che viene usata nei nuovi vaccini per stimolare il sistema immunitario, ha alcune similitudini con quelle dell’Hiv. E come sappiamo, lì al vaccino non siamo mai arrivati”.

L’altro motivo è che “molti dei danni del Covid non derivano direttamente dal virus, ma dall’eccesso di infiammazione che si scatena nell’organismo – ha spiegato -. E se gli anticorpi indotti dal vaccino non migliorassero affatto la situazione?”. Dal vaccino contro la polio, a detta di Gallo, otterremo “una protezione di qualche mese” e “il vaccino può essere ripetuto tranquillamente.

Utilizzato “da decenni in tutto il mondo”, sulla sua sicurezza “non abbiamo dubbi”, ha assicurato il virologo. “È economico, si somministra con poche gocce sulla lingua e può essere prodotto in grandi quantità”. I risultati della sperimentazione si avranno in autunno, “in tempo per un’eventuale seconda ondata“.

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