Se questa non è una storia, sarebbe interessante scoprire quali sono le vere storie. Quelle che incuriosiscono, provocando emozioni più o meno intense. Anche questa ha una precisa matrice che deriva dai tempi. Questi conseguenti all’epidemia da coronavirus, la causa della chiusura di tutti gli stadi e di tutti gli sport del mondo. In Europa il calcio sta tentando di darsi una mossa, una scrollatina. Ma da noi il pallone, a livello di governo e di club, continua a rimbalzare nelle chiacchiere; in Germania ha già a ripreso a rotolare nei fatti. Il massimo campionato tedesco, la Bundesliga, si è rimesso in moto lo scorso week end, nel pieno rispetto delle normative che esso stesso si è imposto. Il calcio a porte chiuse, senza spettatori negli stadi vuoti. Nel prossimo fine settimana il bis, la ripresa continua a ritmo normale, nessuna variazione delle norme intese a evitare contagi e problemi. Quindi, porte chiuse, ingresso vietato agli spettatori, mascherine, palloni igienizzati, i gol senza esultanza.

Ma anche le sagome in tribuna, i cosiddetti tifosi di cartone. Spettatori simbolici, platonici, comunque paganti. Diciannove euro il posto in curva. Un italiano si è prenotato e l’ha comprato. La sua sagoma apparirà sabato a Moenchengladbach, la partita è Borussia-Bayer Leverkusen. "Io, tifoso di cartone", annuncia Gianpiero De Diana, sessantadue anni, trevigiano, già giornalista dai vasti interessi, redattore in pensione del Gazzettino, redazione di Treviso, candidato a sindaco di Refrontolo, centro di 1.700 abitanti. De Diana si è presentato per la lista Passione Comune, di colore viola, il none un po’ così. Terra di Prosecco, Refrontolo fu dichiarato per la prima volta Comune nel 1807 da Napoleone Bonaparte. Sindaco mancato, sconfitto dall’altro candidato, Mauro Canal, eletto con l’87,22% delle preferenze. Quasi un plebiscito. Gianpiero De Diana comunque contento lo stesso, a dispetto delle proporzioni della sconfitta. Perché lui è così, sempre abbracciato all’ironia. "Ho evitato il quorum, la cosa a cui più tenevo".

Ora va ad occupare idealmente un posto in curva al Park Stadion al numero 1 della Hennes Wisweiler Ales della città di Moenchengladbach, in grado di accogliere, se aperto al pubblico, 54.000 spettatori. Costato 87 milioni di euro, lo stadio è stato inaugurato nel 2004 nella città della Germania settentrionale, land Renania-Westfalia. Settore 16, curva. È il posto assegnato a Gianpiero De Diana, spettatore di cartone sabato al Park Stadion di Moenchengladbach. Ha prestato il proprio volto alle sagome in tribuna. "Saremo in quindicimila, spettatori di cartone. A me piace moltissimo la Bundesliga, ogni anno faccio diverse tappe a vedere partite, anche della B tedesca. Il fatto di essere in pensione mi permette di decidere come e quando". Tifoso della Triestina, il giornalista in pensione è un grande cultore del calcio. Non manca mai alle più importanti sfide del campionato italiano.

Gianpiero De Diana magnifica la Bundesliga, da grande stimatore quale lui è del massimo campionato tedesco. "Atmosfera bellissima, sempre. Festa continua, si va allo stadio tre ore prima, birra e canti ai tavoloni. Gli stadi sono tutti confortevoli, piccoli salotti". Ma come ha fatto ad aggiudicarsi un posto da spettatore di cartone? La sagoma costata diciannove euro. È andato su un sito, e poi? "Procedura agilissima, in quindici minuti ho avuto il posto in curva". Il posto virtuale acquistato per tempo, in prima fila. Tutto molto semplice. Gli hanno girato l’Iban, ha versato il prezzo del biglietto, e così è diventato uno spettatore di Borussia Moenchengladbach. Questo però non basta a spiegare come una persona di sessantadue anni, giornalista in pensione, possa arrivare a dare il suo volto in versione cartonata nella prima fila di un settore del Park Stadion. "Non potendo esserci di persona, ho notato che il Moenchengladbah si era inventato questa iniziativa per evitare che lo stadio sia freddo per il debutto casalingo della squadra dopo la ripresa del campionato. Prenotare un posto virtuale è stata la cosa più semplice di questo mondo".

Con un selfie ha inserito la sua faccia nel formato, e poi? "Un clic e ho avuto il mio sediolino. Sono diventato uno spettatore di cartone". La Germania si è posizionata in una posizione di privilegio, è più avanti di tutti in Europa e nel mondo per limitare almeno il danno visivo degli stadi vuoti. Una ferita che sta torturando il calcio. Il giornalista in pensione spettatore di cartone sabato prossimo ha ricevuto uno strano effetto dal calcio visto in tivù nello scorso fine settimana. "Proprio a me, innamorato del clima dentro agli stadi tedeschi. Un vuoto irreale il famoso muro giallo del Dortmund". Il club ha già provveduto a spedire l’immagine a Gianpiero Di Chiara: lui seduto dietro la porta, quarto da sinistra in fila diciannove. La testimonianza di quello che potrà vedere sabato alla tv. Ma quando (e se) il calcio riprenderà anche in Italia, un giorno o l’altro? "Mai più in uno stadio italiano, fino a quando il sistema non cambierà e non ci saranno impianti degni del costo dello spettacolo". Anche per questo aspetto la Germania è entrata nel cuore del veneto Gianpiero De Diana. "Le piccole squadre, anche loro, hanno uno stadio coperto con i seggiolini. In Italia negli stadi da ventimila spettatori se piove prendi l’acqua. Torni a casa bagnato come un pulcino". Germania uber alles, per lui, almeno nel calcio. Spettatore di cartone in uno stadio tedesco.

Franco Esposito

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