Da lunedì primo giugno riaprirà le porte al pubblico (solo su appuntamento) la cancelleria consolare di Montevideo chiusa da oltre due mesi e mezzo: era il 16 marzo quando le autorità italiane decretavano la sospensione degli appuntamenti per la cittadinanza e il passaporto seguendo le disposizioni decretate nei due paesi per l’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19.

L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi durante la seduta del Comites svoltasi in videoconferenza e alla quale hanno partecipato l’ambasciatore Giovanni Battista Iannuzzi e il capo della cancelleria consolare Antonella Vallati. "Ci stiamo preparando da tempo ma sarà un lavoro difficile poter ricalendarizzare gli appuntamenti sospesi. Sicuramente per noi sarà più complicato rispetto ad altre sedi ma ci proveremo con grande sforzo. Tutti gli appuntamenti saranno riprogrammati seguendo l’ordine cronologico" ha spiegato Antonella Vallati chiedendo la collaborazione degli utenti: "Siamo indietro di circa 3mila persone e non so quanto tempo servirà, cercheremo di recuperare in 3 mesi ma tutto dipenderà dalla collaborazione delle persone che devono avere tutte le carte in regole al momento della consegna. Non possiamo permetterci di sprecare appuntamenti per la situazione".

Nelle anticipazioni fornite dall’Ambasciata si segnala l’estensione dell’orario di apertura (dalle ore 9 alle 18) per consentire anche il rispetto del distanziamento. "L’attesa non sarà più possibile, entreranno solo 3 persone alla volta" ha affermato Iannuzzi. "Verranno garantite tutte le misure di sicurezza sanitaria tanto per gli utenti come il personale: verrà fatta la sanificazione dell’ambiente e si useranno anche guanti, mascherine e alcol in gel. Cerchiamo di adeguarci applicando le regole più sicure indicate dalle autorità italiane e da quelle uruguaiane".

"Per poter ridurre i tempi abbiamo bisogno di un’utenza collaborativa" ha aggiunto il diplomatico che ha poi lasciato aperta l’ipotesi di un ulteriore intervento del Ministero degli Esteri: "Da Roma esiste la possibilità di assumere personale temporaneamente. È un’ipotesi che si sta considerando ma non c’è ancora nulla di concreto". Se la Vallati ha indicato 3 mesi come possibile tempo per il recupero delle pratiche, l’ambasciatore Iannuzzi è apparso più prudente: "Nessuno sa come si evolverà l’emergenza sanitaria quindi è difficile poter stabilire dei tempi, ci sono solo delle ipotesi. Noi finora ci siamo divisi in due squadre per poter continuare a restare operativi e per ridurre i rischi ma siamo coscienti che se uno di noi prenderà il virus allora sarà tutto finito".

Intervenuti durante la seduta del Comites, alcuni consiglieri come Rolando Rossi e Filomena Narducci hanno mostrato preoccupazioni sullo stato dei servizi consolari in Uruguay in questo periodo di emergenza. Il primo ha citato i casi riscontrati a Las Piedras con "persone che hanno solo la cittadinanza italiana e che non si possono muovere" mentre la seconda ha sottolineato le difficoltà nelle regolarizzazioni dello stato civile poiché "attualmente il ministero degli Esteri uruguaiano non sta realizzando l’apostilla necessaria per legalizzare i documenti".

MA.FOR.

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