"Sto vivendo questo dramma. Sto scegliendo quale letto lasciare libero e chi è la persona giusta, più adatta" a occuparlo. "Possa Dio illuminarmi". È la drammatica testimonianza della dottoressa Claudia Vega, responsabile di terapia intensiva dell'Ospedale El Carmen a Maipù, comune della Regione metropolitana di Santiago del Cile. La situazione nella struttura sanitaria è conseguenza della difficile crisi che vive il Paese sudamericano a causa della pandemia del coronavirus.

"Siamo senza disponibilità di letti di terapia intensiva, non abbiamo più ventilatori. Siamo al limite", ha dichiarato al canale Tele13 il medico, che è anche portavoce della Società cilena di medici di terapia intensiva (Sochimi). Il Cile sta vivendo le settimane più difficili della pandemia. Con 73.997 casi confermati e 761 morti, il Paese è il terzo in America Latina per numero di contagi, dopo Brasile e Perù.

La Sochimi ha riferito che il 97% dei letti critici disponibili nella Regione metropolitana di Santiago sono occupati, motivo per cui alcuni centri medici, come l'ospedale El Carmen a Maipú, hanno iniziato a 'selezionare' i pazienti per il ricovero in questi posti ormai al limite.

La scelta viene realizzata "in base alla letteratura" sul tema, "ci sono suggerimenti a livello internazionale", ha spiegato Vega. "Uno è umano, prima di tutto. Questi sono tempi molto difficili" e "stiamo arrivando a momenti in cui bisogna prendere decisioni forti", ha spiegato il medico, che ha invitato i cittadini a essere prudenti e a non recarsi negli ospedali se non per casi di sintomi gravi come difficoltà respiratoria.

Domenica, il presidente cileno Sebastian Pinera ha dichiarato che il sistema sanitario nazionale "è molto vicino al limite" delle sue capacità. "Siamo molto consapevoli che il sistema sanitario è molto sotto stress. Siamo molto vicini al limite perché abbiamo avuto un notevole aumento delle necessità e delle richieste di assistenza medica e dei letti di unità di terapia intensiva e ventilatori", ha riconosciuto Pinera.

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