(foto depositphotos)

Coronavirus, esplode il caso Lombardia dove da ieri sono tornati a salire i casi di Covid: 216 contro i 159 di martedì. Da sottolineare però, a conferma della tesi che vuole che il virus si sia indebolito, che 118 di questi nuovi casi "risultano debolmente positivi e vengono considerati positivi in via precauzionale", come ha spiegato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera annunciando che su di loro "verrà effettuato un secondo tampone tra una settimana". Ma è sui dati che ieri si è consumato un duro scontro tra Gimbe e Pirellone. A dare fiato alle trombe ci ha pensato il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, secondo cui c'è "il ragionevole sospetto" che le regioni "aggiustino" i dati sul monitoraggio del contagio. Parole pesanti, pronunciate soprattutto pensando ad un territorio, quello lombardo, in cui la pandemia ha provocato più danni. Molti dimessi dati per guariti, ritardo nei dati, riconteggi. Come se ci fosse la necessità di tenere i numeri sotto una certa soglia", ha sbottato Cartabellotta. Un vero e proprio atto d'accusa che la Regione ha rispedito al mittente con tanto di relativa querela. "I nostri dati, come da protocollo condiviso, vengono trasmessi quotidianamente e con la massima trasparenza all'Istituto Superiore Sanità", ha replicato l'amministrazione del presidente Fontana parlando di accuse "intollerabili e prive di ogni fondamento per le quali Cartabellotta dovrà risponderne personalmente". Al netto del "j'accuse", secondo l'analisi della Gimbe, Lombardia, Piemonte e Liguria non sarebbero pronte per la riapertura il prossimo 3 giugno. In queste tre regioni, infatti, sarebbe stata rilevata la percentuale più alta di tamponi diagnostici positivi e il maggior incremento di nuovi casi, a fronte di una limitata attitudine all'esecuzione dei test stessi. Sull'incidenza di nuovi casi per 100mila abitanti con una media nazionale di 32 in Lombardia il dato è di 96, in Liguria 76 e in Piemonte 63. Ma le critiche di Gimbe sono a 360 gradi. Si salvano soltanto Valle D'Aosta e provincia di Bolzano, "le uniche due realtà che stanno facendo davvero testing", mentre al sud i casi sono pochi ma così pure i tamponi.

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