Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (depositphotos).

Chi lo avrebbe mai detto un paio di anni fa che Di Maio non avrebbe più gradito Conte? Ricordate (non è un secolo fa) quando l’attuale ministro degli Esteri presentò il suo governo ombra? I Grillini stavano avanzando in percentuale. Molti elettori cambiarono la loro preferenza in favore del Movimento. Così Di Maio decise di presentare la lista dei "suoi" ministri che avrebbero dovuto oscurare o comunque combattere quelli "veri". Ecco: è quel giorno che milioni di italiani sentirono per la prima volta il nome dell’attuale presidente del consiglio. Un professore universitario che insegnava a Firenze diritto privato. "Un buon docente, ma nulla più", dice oggi un suo collega che vuol mantenere a ragione l’anonimato.

Di Maio era fiero di quelle persone, le riteneva capaci di guidare un ministero. Ora, a distanza di una manciata di mesi, la situazione si è completamente capovolta. Conte è premier da quando fu stretta l’alleanza fra Grillini e Lega. Lo è ancora oggi che il governo ha cambiato colore ed è diventato giallorosso con un patto fra 5Stelle e Partito democratico.

Due volte Di Maio ci ha provato

In due occasioni, Di Maio ha cercato si sedersi sulla poltrona di Palazzo Chigi. Una prima si beccò l’embargo di Matteo Salvini. Che aspirava anche lui a occupare quel posto così prestigioso. La seconda perché il patto con il Pd non prevedeva lui primo ministro e l’intesa cadde nuovamente sull’avvocato del popolo. Oggi fra i due non corre più buon sangue. Di Maio si sente tradito ed è inoltre indispettito dal fatto che una "sua scoperta" gli abbia tolto quell’incarico per ben due volte. Così (pure se non si siano mai comportati pubblicamente in contrasto) tra il premier e il titolare della Farnesina se non è guerra aperta poco ci manca.

Mes, Tav, recovery fund le occasioni di conflitto

Sul Mes, ad esempio. Per non parlare della Tav e di molte altre decisioni che hanno fatto storcere la bocca all’esponente di riferimento dei 5Stelle. Nell’ultima occasione, i fondi europei e il Recovery fund, è dovuto intervenire addirittura Grillo a sanare i contrasti. Quanto dureranno questi ostacoli fra i due? Per essere in sintonia con i fatti più recenti che cosa pensa dell’ Europa Di Maio? Nello specifico: è in sintonia con il presidente del consiglio? Comunque sia, non sarà un simile diverbio a mettere in crisi il governo. I problemi sono ben altri. Innanzitutto, il raggiungimento di un accordo fra Grillini e Pd per le elezioni regionali di settembre. I primi non vedono di buon occhio un’alleanza con Zingaretti e compagni. Mentre Conte sarebbe propenso a raggiungere questo patto. Se la consultazione dovesse andar male per il centro sinistra, la destra potrebbe non solo esultare.

Gli effetti sul governo delle elezioni regionali

Ma chiedere ancora una volta al capo dello Stato di affidare il Paese a un loro rappresentante. In un editoriale di stamane su Repubblica Eugenio Scalfari scrive che "il centrismo politico sarebbe la soluzione migliore per il premier". Ma deve fare i conti con i 5Stelle e il loro populismo. Insomma, che cosa si deve augurare il presidente del consiglio? Prima di tutto: di ottenere dall’Europa i soldi promessi, "altrimenti non tornerò a casa senza un’intesa". Poi, cercare di venire incontro alla protesta di molte migliaia di italiani che il coronavirus ha reso poveri. Ad esempio, perché non rimandare (almeno) il tax day che obbligherà milioni di cittadini a pagare quelle tasse rimandate per il Covid19? Il governo replica: "A noi quei miliardi servono come il pane". A questo è ridotto il nostro grande Paese.

BRUNO TUCCI

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