Palazzo Chigi, Roma (depositphotos)

Salva stati o salva Governo? Su quella parte di danaro che dovrebbe arrivarci dall’Europa scoppia un’altra guerra che coinvolge Palazzo Chigi. Il Partito democratico sostiene che quei soldi non si possono rifiutare. Il ministro della salute Roberto Speranza chiarisce definitivamente la sua posizione. "Sarebbe una follia respingerli. Ci servono come il pane soprattutto per quei guai che abbiamo passato con la pandemia". D’altronde, a differenza di quei tanti miliardi che dovrebbero pioverci addosso con il Recovery Fund solo nel 2021, questi sarebbero disponibili subito per le casse dello Stato.

A proposito: sono piene o vuote queste casse? Nasce una nuova polemica su un’affermazione del ministro Gualtieri per una sua frase in risposta ad una intervista. Poi, la buriana si placa perché da Via XX settembre (sede di quel dicastero) è lo stesso responsabile a smentire una fake news giornalistica. Da che parte sia la verità non si scoprirà mai. Dunque il Mes diventa un grande problema per il semplice motivo che i 5 Stelle non ne vogliono sentir parlare. "Mai", ripetono a più riprese, mentre Palazzo Chigi è in grave ambascia. Recentemente, difatti, il premier si era detto contrario al Mes, ma oggi la situazione è cambiata. Proprio perché non c’è il minimo accordo fra le due più importanti forze politiche. Che fare? Come dovrebbe comportarsi il presidente del consiglio di fronte a questo ennesimo braccio di ferro? Conte vorrebbe ribadire il suo no, perché questa è la sua convinzione, ma ugualmente sa che se non si troverà un minimo comune multiplo l’esecutivo riprenderà a traballare.

Ecco allora rispuntare la figura di Berlusconi. Più volte ha sostenuto che su questo argomento non è in sintonia con gli altri due alleati della coalizione di destra. Infatti Matteo Salvini con i 5Stelle dicono no al Mes, mentre il Cavaliere ripete che sarebbe incomprensibile non accettare quella somma. Ed è per questa ragione che il premier temporeggia, sperando in un appoggio di Forza Italia nel caso in cui il Governo dovesse trovarsi a scegliere ed a mettere in pericolo tutto il successo ottenuto da Conte in Europa. Non è la sola bega che affligge l’opposizione. Salvini, infatti, comincia a temere l’avanzata imprevedibile della Meloni che secondo l’ultimo sondaggio è a soli cinque punti dal Carroccio. Il leader della Lega non è più il capo indiscusso di quella coalizione? Tornando alla maggioranza, non bisogna inoltre sottovalutare quel che hanno deciso i Grillini per le elezioni regionali di settembre. Dice Vito Crimi, il portavoce del Movimento: "Sono da escludersi alleanze con il Pd per quella consultazione".

Il che favorisce a dismisura la destra (in quel caso compatta) che potrebbe far filotto e dare un brutto colpo a Conte. Il quale ha già detto che non si dimetterà, ma i precedenti con il governo D’Alema non sono affatto da trascurare. La standing ovation riservata al premier in Parlamento si deve già considerare un ricordo? Sembra di si stando alle tante polemiche che sono sorte nelle ultime 48 ore. Rammentiamone alcune: l’assalto alla diligenza per quanto riguarda i miliardi del Recovery Fund.

Tutti vorrebbero potervi attingere. Ma c’è il no deciso di Palazzo Chigi che teme la supervisione dell’Europa per la nascita una nuova task- force. Ancora: i problemi della scuola con il ministro Azzolina che continua ad essere nell’occhio del ciclone. Quelli del calcio: non si sa se alla ripresa del campionato gli stadi saranno riaperti al pubblico. Insomma, per Palazzo Chigi il sostantivo pace è stato cancellato dal vocabolario. Non esiste che un’unica strada: la fretta di decidere se si vuole arrivare ad una vera svolta.

BRUNO TUCCI

 

 

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