Palazzo Montecitorio (Depositphotos)

La settimana scorsa avevamo ipotizzato che le conseguenze dell’accordo europeo sul Recovery Fund, definito "storico" e valutato positivamente dalla quasi totalità delle parti politiche, sarebbero arrivate a breve. E la Supermedia dei sondaggi di questa settimana sembra proprio mostrare i primi segni di queste conseguenze, a cominciare dai dati sulle intenzioni di voto. Agli occhi dell’opinione pubblica, il Governo è senz’altro uscito vincitore da una difficile trattativa, e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha visto crescere praticamente – fin da subito, come abbiamo visto – i suoi consensi personali al suo ritorno da Bruxelles. Ecco perché non stupisce vedere il segno "più" davanti ai partiti della maggioranza e quello "meno" davanti a quello dell’opposizione.

Tra questi ultimi, è ancora una volta la Lega (-0,6%) a far registrare le perdite maggiori; il partito di Matteo Salvini è ancora il primo partito ma scende sotto il 25% per la prima volta da più di due anni. Risalgono leggermente, invece, sia il Partito Democratico (+0,2%) sia soprattutto il Movimento 5 Stelle (+0,5%). Anche la Sinistra, rappresentata nel Governo dal ministro della Salute Roberto Speranza, ritorna sopra il 3%, lasciando al di sotto gli altri partiti minori (Italia Viva, Azione, +Europa e Verdi). Di segno negativo sono invece le variazioni degli altri partiti di centrodestra, Forza Italia (-0,3%) e Fratelli d’Italia.

Anche questa settimana il partito di Giorgia Meloni vede frustrata la sua rincorsa al terzo posto, con il M5S che ora allunga portandosi a circa un punto e mezzo di vantaggio; ma per FDI è forse più interessante il fatto che si sia ulteriormente ristretta la forbice tra i primi quattro partiti: il distacco dalla Lega dell’alleato/rivale Salvini è ormai inferiore ai dieci punti, mai così basso in questa legislatura. La crescita dei partiti di maggioranza e il calo di quelli di opposizione si traduce anche – naturalmente – in una riduzione del distacco tra le due aree parlamentari principali: tra la coalizione giallo-rossa che sostiene il Governo e il centrodestra ci sono ad oggi meno di 5 punti (43% contro 47,8%). Resta invece marginale l’opposizione dei "liberal" di centrosinistra (Azione e +Europa) che questa settimana vale il 4,6%.

Che il Governo abbia beneficiato, in termini di consenso e di fiducia personale nei confronti del premier, di questa trattativa sul Recovery Fund trova conferma anche in altre rilevazioni, più direttamente riferite alla trattativa medesima. Secondo l’istituto Demopolis, l’accordo sul Recovery Fund piace al 70% degli italiani, mentre solo il 19% lo considera "negativo"; il modo in cui il premier Giuseppe Conte ha gestito il negoziato a Bruxelles viene promosso dal 51,6% degli elettori interpellati da Tecnè, quasi il doppio di chi invece lo boccia (27,5%); non sorprende dunque che il consenso personale di Conte secondo Demopolis sia risalito dal 51% di giugno al 56% di oggi, mentre per Tecnè la percentuale di chi dichiara di avere fiducia nel Governo dopo l’accordo europeo è risalita al 31,1% – un livello simile a quello registrato nelle fasi più drammatiche dell’emergenza sanitaria, ad aprile.

Tra poche settimane la politica (e i sondaggi) andranno "in vacanza", e nonostante le tensioni registrate in questi giorni – da ultimo sull’elezione dei nuovi presidenti delle commissioni parlamentari e sulla richiesta di autorizzazione a procedere per Salvini sul caso Open Arms – è alquanto improbabile che il mese di agosto divenga teatro di una crisi di governo come lo fu l’anno scorso. Passata la pausa estiva, è facile prevedere, il Recovery Fund e le questioni di politica nazionale passeranno in secondo piano, e si entrerà sempre più nel vivo della campagna elettorale per le elezioni regionali e amministrative (nonché per il referendum costituzionale) previste per il 20 e 21 settembre.

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