Terrore in Libano: due esplosioni nel porto di Beirut. Numerosi i morti, feriti anche due militari italiani.

Terrore a Beirut: due potenti esplosioni hanno scosso il porto della capitale del Libano questa sera. Secondo quanto riferito dai media locali ci sarebbero decine di morti (almeno 100) e migliaia di feriti (oltre 4mila secondo i media locali).

MORTO ANCHE IL LEADER DEL PARTITO "FALANGI LIBANESI"
Tra le vittime dell'esplosione, c'è anche il segretario generale del Partito Kataeb (Falangi Libanesi), Nizar Najarian: colpito alla testa, Najarian è morto poco dopo. Falangi Libanesi è un partito nazionalista e cristiano maronita

FERITO MILITARE ITALIANO
Le deflagrazioni, secondo quanto trapelato, hanno danneggiato edifici e frantumato i vetri delle finestre. Sembra che la causa sia stata dovuta ad un incendio divampato in una fabbrica di fuochi d'artificio. Forse si tratta di "materiali esplosivi confiscati". Nell'incidente, sarebbe rimasto ferito, in maniera lieve, anche un militare italiano (inizialmente si era temuto il ferimento di due soldati italiani).

LE PAROLE DEL MINISTRO FAHMI
Si pensa che l'innesco delle deflagrazioni (accidentale? doloso?) sia stato provocato da sostanze chimiche altamente esplosive sequestrate alcuni "anni fa" come ha spiegato il ministro dell'Interno, Mohammad Fahmi, durante la visita al porto dove è giunto insieme con il premier Hassan Diab.

SOSTANZE ESPLOSIVE SEQUESTRATE ANNI FA
"Dobbiamo attendere le indagini per conoscere la causa dell'esplosione, ma una prima spiegazione porta a sostanze altamente esplosive sequestrate anni fa ed esplose nel deposito 12 del porto", ha spiegato il ministro.

DOMANI GIORNATA DI LUTTO NAZIONALE
Il premier libanese Hassan Diab ha dichiarato che domani sarà una giornata di lutto nazionale per le vittime della potente esplosione che ha sconvolto Beirut. Lo ha riferito l'agenzia di stato libanese.

TRE GIORNI FA IL VERDETTO DEL TRIBUNALE ONU
Per ironia della sorte, l'enorme doppia esplosione è avvenuta ad appena tre giorni dal verdetto del tribunale speciale incaricato dall'Onu di condurre le indagini sul micidiale attentato in cui 15 anni fa, sul lungomare di Beirut, venne assassinato l'ex premier Rafik Hariri, ed altre 21 persone.

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