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E’ quanto emerge da un comunicato dell’U.S. Space Command (USSC) in cui precisa che dal satellite Cosmos 2543 è stato rilasciato un oggetto in prossimità di un altro satellite russo, attività ritenuta incompatibile con lo scopo dichiarato del sistema satellitare di Mosca. Secondo l’USSC, gli sforzi militari del Cremlino mirati a usare le armi nello spazio mettono seriamente a rischio "i dispositivi spaziali statunitensi e degli alleati". Il comando spaziale americano (USSC) ha affermato di avere "prove che la Russia ha condotto un test non distruttivo di un’arma satellitare basata sullo spazio".

E’ la prima volta che gli americani accusano pubblicamente il Cremlino di aver effettuato un test anti-satellite nello spazio. Il proiettile spaziale secondo gli americani sarebbe stato lanciato dallo stesso satellite, il COSMOS2543, contro cui c’erano già state denunce su una sua funzione offensiva. Il capo delle operazioni spaziali della US Space Force, il generale John "Jay" Raymond, ha dichiarato: "Il sistema satellitare russo utilizzato per condurre questo test sulle armi in orbita è lo stesso per cui abbiamo sollevato preoccupazioni all’inizio di quest’anno, quando la Russia ha manovrato vicino a un satellite del governo degli Stati Uniti".

Raymond ha aggiunto che gli Stati Uniti e gli alleati sono "pronti e impegnati a dissuadere l’aggressione e difendere la nazione, i nostri alleati, gli interessi vitali degli Stati Uniti da atti ostili nello spazio". "Questo evento dimostra l’ipocrisia della Russia in merito al controllo degli armamenti nello spazio, coi quali Mosca mira a limitare le capacità degli Stati Uniti.

"E senza avere chiaramente intenzione di fermare il proprio programma di counter space warfare, sia attraverso le capacità antisatellite a terra sia con quelle che sembrerebbero essere vere e proprie armi antisatellite in orbita", ha sostenuto il generale. Henry Hertzfeld, direttore dello Space Policy Institute presso la George Washington University, ha dichiarato che l’episodio del 15 luglio evidenzia i rapidi progressi nella tecnologia spaziale, mentre continuano a peggiorare le relazioni USA con Russia e Cina. "Dovremmo preoccuparci? Penso che sia legittimo" il commento di Hertzfeld.

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